L'allarme lanciato dal vicino

Donna incinta segregata in casa: polsi e caviglie legate, bocca imbavagliata

Arrestato il marito, un indiano di 45 anni, per maltrattamenti in famiglia.

Donna incinta segregata in casa: polsi e caviglie legate, bocca imbavagliata
Mantova, 11 Luglio 2020 ore 15:43

Carabinieri liberano donna incinta, maltrattata e segregata in casa. Arrestato per maltrattamenti il marito 45enne.

Donna incinta segregata in casa

I carabinieri della Stazione di Roncoferraro hanno arrestato R.J., indiano 45enne, per i reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.

E’ stato un vicino di casa a chiamare il 112 allorquando ha visto una donna alla finestra, imbavagliata e in preda al terrore, chiedere aiuto.

La pattuglia dei carabinieri, arrivata immediatamente sul posto, ha effettivamente trovato la vittima con la bocca, i polsi e le caviglie costrette con del nastro adesivo, all’interno del proprio appartamento, provvedendo all’immediata liberazione.

Portata in ospedale

I militari così hanno ricostruito che non era la prima volta che la donna subiva delle violenze e che l’autore di quel vile gesto era stato il marito, sin dalla sera precedente, in stato di ebbrezza alcolica e a seguito di una violenta lite per gelosia.

Veniva quindi richiesto l’intervento del 118 che, dopo aver prestato le prime cure e confermato che la donna era incita, hanno deciso di trasportarla e ricoverarla presso l’ospedale di Mantova.

Arrestato il marito orco

Nel frangente l’orco è stato prontamente rintracciato al lavoro e condotto in caserma. All’esito dell’udienza di convalida, svoltasi in mattinata, la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Mantova è stata pienamente accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari applicando così la custodia cautelare in carcere.

Noi #PossiamoAiutarvi

Prosegue intanto la campagna di informazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle fasce deboli. L’invito dei carabinieri è di avere fiducia nelle Istituzioni e di denunciare!

Se sei vittima di atti persecutori o di qualsiasi forma di violenza fisica o psicologica, o se sei a conoscenza di parenti amici o conoscenti in difficoltà non esitare: i carabinieri possono aiutarti. Chiama il numero 112 oppure recati presso la caserma più vicina.

Noi #PossiamoAiutarvi

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