Nel 2025, l’ASST di Mantova ha salvato 32 vite e curato oltre 4.400 pazienti grazie a un’efficace attività di procurement e a una capillare campagna di sensibilizzazione nelle anagrafi locali. Il Centro Regionale Trapianti ha lodato l’eccellenza della struttura, sottolineando l’importanza della formazione e della sinergia tra ospedale e territorio.
Donazione organi e tessuti
Dietro i numeri, spesso freddi, si nascondono storie di rinascita che non avrebbero potuto essere scritte senza un gesto di estrema generosità e una macchina organizzativa impeccabile. Nel corso del 2025, l’attività di procurement dell’ASST di Mantova ha permesso di restituire il futuro a 32 persone in attesa di un organo e di offrire cure essenziali a oltre 4.400 pazienti grazie ai prelievi di tessuti. Un bilancio che non è passato inosservato: il Centro Regionale Trapianti ha infatti tributato un encomio solenne al personale dell’azienda sanitaria mantovana per l’impegno profuso in un anno di straordinaria attività.
In occasione della Settimana Nazionale della Donazione, il Centro Regionale Trapianti ha rivolto parole di viva riconoscenza al Coordinamento Ospedaliero di Procurement e a tutto il personale dell’ASST. Il ringraziamento si estende idealmente a una rete nazionale che nel 2025 ha visto coinvolti 19mila donatori e oltre 32mila trapiantati in tutta Italia.
Sebbene la Lombardia registri numeri in crescita, con una media di 36 donatori per milione di abitanti, l’obiettivo resta quello di alzare ulteriormente l’asticella per allinearsi alle regioni più virtuose. Mantova, in questo contesto, si distingue non solo per l’attività chirurgica, ma anche per la capacità di esportare tessuti fuori dai confini regionali e persino all’estero, rispondendo a una domanda di salute globale.
La rete del consenso
Uno dei punti di forza del modello mantovano è la capillarità della sensibilizzazione. Nel 2025, ASST Mantova, in collaborazione con AIDO e ATS Val Padana, ha puntato sulla formazione di chi accoglie i cittadini nei momenti decisivi. Sono stati infatti organizzati sei seminari dedicati agli ufficiali d’anagrafe di oltre 50 Comuni della provincia.
Il motivo è semplice: il rinnovo della carta d’identità rappresenta il momento principale in cui ogni cittadino maggiorenne può scegliere di esprimere la propria volontà sulla donazione. Preparare adeguatamente il personale comunale significa garantire ai cittadini un’informazione corretta e consapevole nel momento in cui viene chiesto loro di compiere una scelta che può salvare una vita.
L’eccellenza del Coordinamento Procurement
A guidare questa complessa macchina operativa è Alberto Biondo, medico anestesista e responsabile del Coordinamento ospedaliero di procurement, coadiuvato dalle infermiere Ginetta Dalzini e Paola De Padova. Il loro compito non è solo tecnico, ma profondamente umano: assicurare che la volontà espressa dai donatori venga rispettata e che ogni passaggio della rete regionale e nazionale funzioni senza intoppi.
“Siamo molto soddisfatti dei traguardi raggiunti”, ha commentato Alberto Biondo. “Oltre al lavoro sul campo, stiamo investendo massicciamente nella formazione del personale sanitario. Dopo quattro anni di attività, sentiamo il pieno supporto della direzione e di tutto l’ospedale. Il legame stretto con il territorio e le associazioni del dono è la nostra vera forza: gli incontri nelle anagrafi di tutta la provincia ne sono la prova tangibile”.
L’attività di procurement non si ferma ai risultati numerici, ma punta a trasformare la donazione in una prassi consolidata e condivisa. La sfida per il prossimo anno sarà mantenere questi livelli di eccellenza, puntando su un ospedale che partecipi in modo sempre più attivo e su una cittadinanza informata, capace di trasformare un momento di dolore in una nuova speranza di vita per migliaia di pazienti.