in manette

Dal Piemonte a Mantova per truffare gli anziani: sgominata banda criminale

Si presentavano alle porte degli anziani qualificandosi come Polizia e tecnico.

Cronaca Mantova, 19 Febbraio 2021 ore 14:26

Vi avevamo già raccontato che poliziotti della Squadra Mobile di Biella e della Sottosezione della Polizia Stradale di Novara Est, venerdì 5 febbraio 2021, avevano sottoposto a fermo di polizia giudiziaria tre malviventi che, nella stessa mattinata, fingendosi agenti della Polizia locale e tecnici del gas, avevano rubato soldi e gioielli ad una coppia di anziani della provincia di Mantova.

Nei mesi precedenti non era passata inosservata ai poliziotti della Squadra Mobile di Biella la presenza continua di un’autovettura, nei luoghi in cui precedentemente erano state denunciate truffe ai danni di anziani, tutte avvenute con lo stesso modus operandi.

Finti tecnici dal Piemonte

Partivano dal Basso Canavese – più precisamente dalla zona tra San Giorgio, San Giusto e Montalenghe -, per realizzare truffe agli anziani in tutto il Nord Italia. I malfattori, infatti, spacciandosi per tecnici dell’azienda di distribuzione dell’acqua o del gas e con la presenza di finti agenti della Polizia Municipale, si presentavano a casa delle vittime e dopo aver inscenato una perdita di gas all’interno dell’appartamento dei malcapitati mediante l’utilizzo di bombolette, si facevano consegnare soldi e gioielli paventando la possibilità che potessero andare a fuoco o che si potessero ossidare.

Tali attività predatorie sono state analizzate attentamente dagli investigatori della Squadra Mobile di Biella, i quali hanno condiviso i numeri delle targhe utilizzate dai malviventi nei precedenti episodi anche con i colleghi della Polizia Stradale al fine di identificare gli occupanti del mezzo.

Verso le ore 12.30 di venerdì 5 febbraio 2021, gli operatori della Sottosezione della Polizia Stradale di Novara notavano l’ingresso sull’autostrada A4 Torino – Milano di un’autovettura Volkswagen Golf di colore grigio targata con una combinazione alfanumerica palesemente alterata. Immediatamente, i poliziotti della Sottosezione della Polizia Stradale di Novara, contattavano gli agenti della Squadra Mobile di Biella, e decidevano di seguire la vettura per procedere, in piena sicurezza ad un controllo degli occupanti.

Incastrati

Non appena il veicolo è giunto nei pressi della barriera autostradale di Rondissone e il conducente si incolonnava per pagare il pedaggio, il personale operante decideva di intervenire e procedere al controllo del mezzo. Proprio in detto frangente, il conducente del mezzo, dopo essersi accorto dell’intervento della Polizia di Stato, pur di riuscire a sottrarsi al controllo e garantirsi la fuga, inseriva dapprima la retromarcia urtando contro un’autovettura che lo seguiva per poi innestare la prima marcia e speronare l’autocarro che lo precedeva, finendo la corsa contro le autovetture della Polizia Stradale che nel frattempo avevano ostruito il passaggio di uscita del casello. Repentinamente gli operatori hanno circondato il veicolo e, nonostante tutti gli occupanti usassero resistenza, riuscendo a immobilizzarli.

Perquisizioni

Le successive perquisizioni personali e veicolari hanno permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro la somma di 11.700 euro in contanti, diversi monili in oro, una divisa della polizia locale, delle radio ricetrasmittenti, un lampeggiante con luce di colore blu in uso alle forze di polizia, alcune targhe false utilizzate per eludere i controlli nonché attrezzi utili allo scasso e altri indumenti utilizzati per nascondere la propria identità.

L’attività d’indagine immediatamente successiva ha permesso di apprendere che in provincia di Mantova nella stessa mattinata era stato perpetrato un furto in abitazione proprio con le stesse modalità in danno ad una coppia di anziani.

Arrestati

I tre malfattori sono quindi stati accompagnati presso gli Uffici di Polizia dove, considerato il sussistente pericolo di fuga e la refurtiva recuperata, venivano sottoposti a fermo di indiziato di delitto ed al termine degli atti di rito tradotti presso la Casa Circondariale di Ivrea, come disposto dal Sostituto Procuratore di Ivrea. La mattina di lunedì  8 febbraio il Gip del Tribunale di Ivrea ne convalidava il fermo e applicava la misura cautelare in carcere.

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