CONFERENZA STAMPA

Ordinanza Coronavirus Lombardia prorogata di una settimana: la proposta della Regione al Governo | DIRETTA

Diverse le richieste fatte al Governo, la risposta arriverà domani.

Cronaca Mantova, 28 Febbraio 2020 ore 17:22

Anche oggi in una conferenza stampa di Regione Lombardia si fa il quadro generale dell’andamento del Coronavirus e della sua diffusione in Lombardia. Oggi tanti e importanti ospiti interverranno per fare il punto sull’attuale situazione e capire come agire in futuro.

Di seguito la conferenza stampa in diretta:

L’intervento di Gallera

Il virus è facilmente risolvibile nel 90% dei pazienti. Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali sono andati in grave difficoltà per il numero dei casi e perché il personale sanitario è particolarmente esposto. Il resto della rete però è stato in grado di dare risposta positivo. Il sistema è in grado di gestire i sovraffollamenti critici in questi ospedali, sapendo così gestire le emergenze. Ogni paziente con Coronavirus lo trasmette ad altre due persone.

Se la diffusione si estende gli ospedali andranno tutti in crisi, non solo per quelli che hanno Coronavirus. Le disposizioni della Regione adottate domenica, ad oggi sono ancora assolutamente valide.

Cosa fare per il futuro

La proposta di Regione è di mantenere le misure adottate domenica per 14 giorni. Adottare l’attenzione nelle prossime settimane protegge tutti per il futuro.

L’intervento del Professor Massimo Galli

“Non è una situazione facile e non rapidamente risolvibile. Abbiamo un numero di infezioni decisamente alto, espressione del “già avvenuto” prima del 38enne che ha messo in crisi l’ospedale di Codogno. Dobbiamo riuscire a ridurre questa situazione per passare dai due casi per ogni persona infettata a meno di uno a malato. Per un’epidemia di questa scala l’organizzazione di risposta da mettere in campo è ai limiti di tenuta, specialmente per la gestione di pazienti di maggiore gravità. Gran parte dei letti di rianimazione dei nostri ospedali sono occupati da questa patologia insieme ai pazienti con altre patologie che richiedono un letto di terapia intensiva o rianimazione”.

Non possono farsi previsioni

“Siamo di fronte ad una situazione nuova. Pur avendo la Cina più casi ha avuto meno tempo di studiare le dinamiche di trasmissione della malattia. Le previsioni sono difficili e non vanno fatte, è necessario confrontarsi tra colleghi e adottare linee condivise. In questi momenti è importante unirsi e chiedere un’unità di intenti sul da farsi. Se c’è da contenere una situazione può comportare qualche sacrificio che però sarà utile e ripagato in futuro. Un ringraziamento in particolare agli specializzandi, che si sono proposti di darci una mano, questo ci fa sperare nel futuro”.

L’intervento di Marco Rizzi

“La provincia di Bergamo è stata coinvolta in uno dei due focolai regionali ma l’area metropolitana di Bergamo fortunatamente no. In pochi giorni abbiamo predisposto 10o letti per accogliere malati di Coronavirus ma non ci bastano più, così come sono quasi saturi i 19 posti di terapia intensiva. E’ un’epidemia cresciuta molto rapidamente nei focolai.  Speriamo che le misure di contenimento possano aiutarci ad avere una curva che non cresca più così rapidamente come in questa settimana. L’insieme delle misure adottate può consentire la crescita di una curva ordinata e sicura per tutti i pazienti e gli operatori sanitari.”

L’intervento di Paolo Grossi

“La provincia di Varese non è interessata da questo fenomeno ma temo che nei prossimi giorni si possa verificare quanto già affermato in altre province. In ogni caso molti pazienti guariscono, superata la fase più critica. La cosa importante è far sì che Regione Lombardia possa far fronte alle richieste di assistenza dei pazienti che arriveranno. Fare in modo che la curva epidemica cresca con rapidità inferiore può consentire di fronteggiare la situazione. La risposta che la Regione ha saputo dare e che gli ospedali non ancora interessati hanno già messo in campo, contenendo il contagio in maniera poco grafita dalla popolazione ma necessario, sono tutte misure che possono aiutare a risolvere la problematica. Continuare così per un’altra settimana è fondamentale.
Dobbiamo rimanere compatti, affrontando anche le problematiche di chi non ha il virus”.

L’intervento del professore Angelo Pan

“A Cremona ci troviamo in uno dei focolai più colpiti. Nell’arco di pochissimi giorni la struttura ospedaliera è stata completamente riorganizzata anche grazie all’aiuto di Regione Lombardia. Da venerdì nessuno è più andato a casa. Credo sia indispensabile cercare di andare al di là del singolo ospedale, coordinare quanto più possibile le attività della Regione per venire in contro alle necessità del personale sanitario che così non potrà reggere molto”.

L’intervento di Giuseppe de Filippis

De Filippis, Direttore Sanitario del Sacco, ringrazia il personale sanitario.

“Un modello come quello posto in essere dalla Regione Lombardia è stato importante e difficile, non si inventa in un giorno. Il coordinamento regionale ha dimostrato un grande sforzo, anche AREU ci sta aiutando ad affrontare la situazione. L’aiuto a Lodi e Cremona arriva da tutti gli ospedali, anche quelli non citati, che mandano personale ad aiutare colleghi d accettano pazienti con altre patologie in modo da sgravare gli ospedali più in difficoltà. Un costante confronto di aiuto arriva dalla Regione.”

L’intervento di Pesenti

Questa non è la peste bubbonica ma non è la banale influenza. Tante polmoniti colpiscono soprattutto gli anziani, abbiamo un’alta percentuale di pazienti richiede il ricovero in malattia intensiva. E’ una malattia che impatta molto sulle strutture sanitarie, che richiede impegno e isolamento. Per quanto la Lombardia abbia tutta la tecnologia e le competenze per trattare questa infezione che viene da lontano, il principale provvedimento e modo per evitare il disastro sanitario che le proiezioni ci fanno intravedere è contenere la diffusione dell’infezione. Noi possiamo supportare le funzioni vitali ma non c’è una terapia specifica: non abbiamo un vaccino, possiamo solo contenere l’infezione.

Ci sono le tecnologie per curare questi malati, ma l’impegno è quello di prevenire l’infezione. Noi ci stiamo impegnando al massimo, è necessario ringraziare tutti i colleghi sanitari. Ma dobbiamo contenere il diffondersi del contagio.”

L’intervento di Caparini

Le scuole verranno riaperte?
Abbiamo reiterato la richiesta di protrarre l’ordinanza di almeno una settimana, con conseguente chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. E’ una richiesta che deve essere accolta dal Consiglio dei Ministri. Dalle interlocuzioni non c’è ancora stato dato nulla di certo, non sappiamo ancora rispondere alle famiglie.

L’intervento di Fabrizio Sala

“Dobbiamo assolutamente rallentare e fermare l’epidemia: questo comporta dei sacrifici che non vogliamo essere solo noi a pagare. Chiederemo l’accesso al fondo europeo di solidarietà, che si può estendere anche nel caso di emergenza sanitaria. Combattere l’epidemia significa rispettare le regole, ma ricordiamoci che tutto ciò che non è vietato è permesso. Ciò che possiamo fare dobbiamo farlo! Le misure prese sono misure di indicazione scientifica: siamo la prima democrazia che deve combattere questa epidemia.
Faccio un appello alla nostra regione: reagiamo, la Lombardia è forte. E’ un nemico che non conosciamo fino in fondo ma lo combatteremo e insieme vinceremo.”

C’è un dato sui decessi attuale e qual’è la situazione di Lodi?

“Per i decessi aspettiamo conferme da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Ad oggi il dato è di 17 persone lombarde decedute per/con Coronavirus. Sul presidio ospedaliero di Lodi, ora arrivano in pronto soccorso un numero significativo di persone. A Lodi sono circa 100 persone al giorno (non della città di Lodi ma dell’intero bacino lodigiano), tutte con un quadro compromesso. Arrivano e hanno un aggravamento molto veloce: è successo ieri che, evidenziata questa situazione verso sera, sono stati trasferiti 15 pazienti dall’ospedale di Lodi al Niguarda. Lo stesso era successo la giornata prima a Cremona. Probabilmente queste erano persone che già avevano maturato una polmonite presso il proprio domicilio, ma che si sono tutte aggravate in pronto soccorso.”

Quali sono le mitigazioni richieste dalla Regione?

“Sono chiarimenti rispetto alla precedente ordinanza. A fronte dell’esperienza di questi giorni abbiamo elaborato protocolli di comportamento in ottemperanza delle disposizioni sanitari. Abbiamo fatto dei correttivi che potrebbero essere percepiti come “mitigazioni” nel momento in cui possiamo consigliare cos’è meglio fare per la salute pubblica.

Ad esempio: abbiamo chiesto non più la chiusura delle scuole ma la sospensione delle lezioni. Quindi non chiudere i complessi scolastici ma, per quegli istituti che possono insegnare a distanza, consentire ai docenti di recarsi a scuola e insegnare da lì tramite la tecnologia con gli studenti che rimangono a casa. Naturalmente in forma molto ridotta.

Richiediamo un’apertura dei musei con però un’entrata contingentata, a piccoli gruppi. Oppure i bar che possono stare aperti ma solo con servizio al tavolo. Queste proposte verranno vagliate del Governo, per ora non vogliamo anticiparle. Domani avremo una risposta dal Governo.”

Cosa cambia negli ospedali?

“Il 10% dei positivi è personale sanitario, per questo vengono fatti tamponi ai contatti diretti che hanno dei sintomi. Al di là dei contatti diretti chi si presenta in pronto soccorso con caratteristiche di presunta polmonite sarà sottoposto al tampone, così che non ci sia la possibilità di contagio. Stiamo reclutando personale e in ogni ospedale si individuano reparti per i pazienti Corona. Il personale verrà formato anche per come “vestirsi”.”

Quanti casi positivi sono ricollegabili alla fascia rossa?

“Gli ultimi dati parlavano del 34% Lodi e il 23% Cremona dei malati risultati positivi.

C’è stata un’azione di ricerca dei pazienti positivi: il numero è così alto perché si sono cercati, sono aumentati gli individuati non il numero di infezioni. L’85% dei positivi sono pazienti con sindrome moderata o lieve e sono i contatti cercati attivamente, non persone ricoverate perchè in presenza di una patologia importante”.

Nei prossimi giorni si aspetta un aumento dei contagi?

“In Lombardia circa 900 posti letto di terapia intensiva. Per il Coronavirus ce ne sono 104/105 in 15 ospedali ma l’obiettivo è arrivare al 125 e crescere sempre più. Gli ospedali privati, come il San Raffaele e Humanitas, hanno attivati settori di terapia intensiva dedicati al Coronavirus. La collaborazione sta andando bene.”

Verranno istituite nuove zone rosse?

“No, non è nell’ordinanza che proporremo al Governo.”

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