I Carabinieri hanno denunciato la titolare di un laboratorio tessile a Curtatone per gravi violazioni sulla sicurezza, tra cui la mancata formazione e visite mediche dei dipendenti. L’ispezione ha portato al sequestro di macchinari non a norma e a sanzioni per 10mila euro.
Controlli in un laboratorio tessile
Le serrande erano alzate, le macchine da cucire in funzione, ma dietro la facciata di una normale attività produttiva si celava uno scenario di gravi irregolarità e rischi per la salute dei lavoratori. È quanto emerso dall’ultimo controllo ispettivo condotto dai Carabinieri della Stazione di Curtatone che, insieme agli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Mantova, hanno passato al setaccio un laboratorio tessile situato nel comune dell’hinterland mantovano.
Un ambiente di lavoro non a norma
L’ispezione dei militari ha portato alla luce una gestione aziendale carente sotto i profili fondamentali della sicurezza sui luoghi di lavoro. Entrando nei locali della ditta, gli ispettori hanno riscontrato violazioni che spaziano dalla prevenzione sanitaria alla sicurezza tecnica dei macchinari. Nello specifico, è emerso che i dipendenti operavano senza aver mai ricevuto la formazione obbligatoria sui rischi professionali e, fatto altrettanto grave, non erano mai stati sottoposti alle visite mediche di idoneità previste dalla legge.
Il quadro dell’illegalità si è completato con l‘analisi delle attrezzature e dei presidi di emergenza. All’interno del laboratorio, i Carabinieri hanno rilevato la totale assenza di materiale di primo soccorso, lasciando i lavoratori senza alcuna tutela in caso di infortunio o malore improvviso. A peggiorare la situazione, l’utilizzo di attrezzature da lavoro non conformi agli standard di sicurezza vigenti, strumenti che avrebbero potuto causare incidenti da un momento all’altro.
Denuncia e sanzioni pesanti
Al termine degli accertamenti, per la titolare dell’attività – una donna di 43 anni di nazionalità cinese, residente a Curtatone – è scattata la denuncia in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Oltre ai risvolti penali, il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha comminato sanzioni e ammende amministrative per un valore complessivo di circa 10mila euro.
Nonostante la gravità di quanto contestato, l’attività inquirente non è ancora conclusa. Il procedimento penale si trova infatti nella fase delle indagini preliminari: l’eventuale colpevolezza della titolare dovrà essere accertata e confermata in sede di processo, nel pieno contraddittorio tra le parti, come previsto dall’ordinamento giuridico a tutela della presunzione di innocenza.