Tramite le analisi del RIS di Parma, i Carabinieri sono riusciti ad identificare dopo tre anni la complice di un furto avvenuto a Suzzara nel 2022. La svolta è arrivata confrontando le tracce ematiche lasciate sul posto con il DNA presente nelle banche dati internazionali.
Incastrata dal DNA
Non esiste il delitto perfetto, ma esiste il tempo necessario affinché la scienza faccia il suo corso. Quello che sembrava un fascicolo destinato a rimanere incompleto, legato a un concitato tentativo di furto avvenuto durante le festività natalizie del 2022 a Suzzara, ha trovato in questi giorni una svolta decisiva. La tecnologia biomolecolare ha permesso di dare un nome e un volto alla donna che, tre anni fa, era riuscita a dileguarsi nel nulla lasciando la propria complice nelle mani delle forze dell’ordine.
Il furto
La vicenda affonda le radici nell’antivigilia di Natale di tre anni fa, quando i Carabinieri della Stazione di Suzzara e i colleghi della Compagnia di Gonzaga interruppero un furto in un’abitazione locale. In quell’occasione, mentre una 29enne torinese veniva bloccata e arrestata in flagranza, la sua complice riusciva a scappare dopo una violenta colluttazione con il proprietario di casa. Tuttavia, nella fretta di fuggire, la donna aveva lasciato dietro di sé alcune tracce ematiche, prontamente repertate dai militari e inviate ai laboratori specializzati dell’Arma.
Il risultato delle analisi
Il merito dell’identificazione va alla Sezione di Biologia del RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma. Gli esperti hanno lavorato sui campioni organici isolando un profilo genetico che è stato poi inserito nella Banca Dati nazionale. Il confronto dei dati non si è fermato ai confini italiani: l’incrocio internazionale ha rivelato che il DNA della fuggitiva era già schedato negli archivi della polizia francese, permettendo così di risalire con assoluta precisione all’identità della sospettata, una giovane di 27 anni.
Denunciata
A seguito della comparazione positiva, i Carabinieri hanno denunciato la 27enne all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di furto in abitazione in concorso. È importante sottolineare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento giuridico, la responsabilità della giovane dovrà essere confermata soltanto in sede di processo, dove la difesa potrà confrontarsi con le prove tecniche presentate dall’accusa nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.