Cadavere nel Po mistero sull’identità del corpo ripescato, gonfio e irriconoscibile

Un corpo gonfio e irriconoscibile, queste le prime parole che ci hanno detto i Carabinieri di Mantova, che ci hanno aggiornato sulla prosecuzione delle indagini.

Cadavere nel Po mistero sull’identità del corpo ripescato, gonfio e irriconoscibile
Alto Mantovano, 15 Marzo 2018 ore 16:05

Cadavere nel Po: ancora mistero sull’identità dell’uomo rinvenuto per pura casualità da un pescatore.

Cadavere nel Po

Nella tarda mattinata di ieri – tra Guastalla e Dosolo, proprio sul confine tra Reggio Emilia e Mantova – un pescatore di Cavriago ha avvistato nei pressi del ponte un cadavere. A richiamare la sua attenzione è stato un fortissimo odore in mezzo alle sterpaglie. Immediatamente hanno allertato il 118. Arrivati sul posto i carabinieri di Guastalla e di Viadana, nonché i vigili del fuoco di Reggio Emilia e il personale dell’automedica, sono iniziate le procedure di recupero. Più di un’ora è servita per avvicinare il corpo e portarlo all’asciutto in quanto la corrente non facilitava le operazioni.  C’è voluta oltre un’ora per ultimare le operazioni di recupero rese complicate dalla corrente che non facilitava l’avvicinamento al corpo.

Il mistero dell’identità

I carabinieri di Mantova, contattati dalla nostra redazione, ci hanno aggiornato su come si sta muovendo la situazione nella giornata odierna. Come già annunciato il corpo è stato affidato ai medici legali, che si occuperanno di effettuare l’autopsia al fine di raccogliere tutte le informazioni che potrebbero facilitare le indagini. I carabinieri ci hanno confermato di non aver ancora identificato il cadavere, nonostante gli sforzi profusi. Questo è sicuramente legato anche alle pessime condizioni in cui il corpo versava. In attesa dell’ispezione cadaverica viene smentita, al momento, la possibilità di conferire un’età all’uomo: inizialmente si era ipotizzato potesse essere sulla quarantina.

Un corpo gonfio e irriconoscibile

I carabinieri ci hanno inoltre fatto sapere che non è possibile asserire che sul corpo non vi siano segni di violenza, così come il contrario. Non soltanto il viso, infatti, ma tutto il corpo risulta essere gravemente compromesso dalla lunga immersione nelle acque del Po. Persiste quindi il mistero sull’identità, le indagini proseguono e si resta in attesa delle prime risposte dell’autopsia che potranno fare luce su molti nodi.

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