Omicidio di roverbella

Arrestato il genero dell'anziana trovata morta nella sua villetta: "Indizi gravi"

Enrico Zenatti, classe 1967, al momento non ha ammesso nessuna responsabilità.

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Un omicidio che ha sconvolto la tranquillità di Roverbella, nel Mantovano. A poco meno di 24 ore dal ritrovamento del corpo senza vita di un'anziana, Anna Turina, riverso in fondo alle scale della sua casa, ecco un altro elemento agghiacciante. A essere fermato per la morte della donna, classe 1948, è proprio suo genero. Per gli inquirenti gli indizi a suo carico sono "gravi".

Anziana uccisa a Roverbella: fermato il genero

Nel corso della mattinata di ieri, 10 dicembre 2021, i Carabinieri del Comando Provinciale di Mantova hanno arrestato, in stato di quasi flagranza, un uomo di nazionalità italiana, Enrico Zenatti classe 1967, per l’omicidio della suocera, nata nel 1948. La serrata attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova, ha consentito in meno di un giorno di individuare il sospettato di essere il responsabile dell'omicidio che ha sconvolto la comunità di Roverbella.

La ricostruzione

Erano le 18 circa del 9 dicembre quando il 118 ha contattato i Carabinieri per segnalare una morte sospetta. La donna - rimasta vedova lo scorso anno e con due figli - giaceva ormai senza vita in fondo alle scale. Ad una prima occhiata superficiale tutto poteva lasciar supporre un tragico incidente domestico. Ma quel taglio netto alla gola sembrava troppo preciso per essere imputato ai vetri rotti del corrimano durante la caduta.

Ad arrivare per primi sul posto sono state le Stazioni di Roverbella e Castel d’Ario che, considerata la complessità della scena del crimine, hanno immediatamente attivato il personale del Reparto Operativo e del Nucleo Operativo e Radiomobile di via Chiassi. I rilievi, l’intervento sul posto del Pubblico Ministero e del Medico Legale, hanno consentito di stabilire, nel giro di poche ore, che il decesso non poteva essere compatibile con un malore o con una caduta accidentale: le lesioni riportate dalla vittima erano  riconducibili ad una azione volontaria. Dopo aver ascoltato i parenti intervenuti sul posto, ed effettuati i relativi riscontri grazie all’analisi di alcune telecamere a circuito chiuso che interessano i luoghi adiacenti a quello del delitto, è stato quindi possibile ricostruire le ore precedenti alla morte dell’anziana.

Zenatti, che al momento non ha ammesso nessuna responsabilità, è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Mantova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il passato del presunto assassino

Durante le indagini è emerso che il presunto assassino, originario del Veronese, nel 2005, era stato arrestato dalla Squadra mobile di Verona con l’accusa di aver ucciso due prostitute a Verona (di una non è mai stato trovato il corpo). Dopo mille giorni di detenzione però, nonostante l’accusa pesantissima, Zenatti era stato assolto dalla Corte d’Assise d’appello di Venezia.

Anche nel 2005 l’arresto era avvenuto in modo del tutto inaspettato. All’epoca Zenatti aveva 38 anni e la Squadra mobile di Verona era risalita a lui grazie alle telefonate dell’uomo e all'appuntamento che una delle due prostitute aveva con lui proprio nel giorno in cui era stata uccisa.

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