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Le richieste

Anche i commercianti ambulanti di Mantova dicono "Basta" e si rivolgono al Prefetto

Questa mattina una delegazione dell'Anva ha denunciato al Prefetto di Mantova una situazione non più sostenibile. 

Anche i commercianti ambulanti di Mantova dicono "Basta" e si rivolgono al Prefetto
Cronaca Mantova, 07 Aprile 2021 ore 11:35

Questa mattina una delegazione dell'Anva ha denunciato al Prefetto di Mantova una situazione non più sostenibile.

(In copertina foto della manifestazione del settore che ieri ha bloccato Milano)

Delegazioni mantovana in Prefettura

Nel giorno dell’iniziativa nazionale di Confesercenti “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia”, ANVA-Associazione dei commercianti ambulanti della Lombardia Orientale si rivolge al Prefetto di Mantova per denunciare una situazione ormai non più sostenibile, coi mercati fermi da settimane, se non da mesi, sagre e fiere anch’esse sospese da Marzo 2020 e ristori inadeguati rispetto alle perdite subite.

Una delegazione di rappresentanti della categoria, col Direttore provinciale Davide Cornacchia, alle 11.00 di oggi, 7 aprile 2021, si è recata in Prefettura a Mantova per consegnare un documento in cui, oltre ad evidenziare tutte le criticità che la categoria sta vivendo, si chiedono urgentemente la riapertura del comparto e la garanzia di ristori veri ed immediati finché la situazione non si stabilizzerà.

Un'azione condivisa

Contestualmente, oltre che a Mantova, delegazioni degli operatori dei mercati di ogni provincia porteranno nelle Prefetture di tutta Italia, che rappresentano il Governo sul territorio, il documento con le richieste degli operatori ai Prefetti.

La lettera al Prefetto

Nella lettera che verrà consegnata al Prefetto la delegazione mantovana spiega:

L’incontro odierno si svolge all’interno dell’iniziativa “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia”, la giornata di mobilitazione diffusa indetta per oggi da Confesercenti per dare voce, attraverso iniziative in tutte le Regioni italiane, alle necessità e alle richieste delle attività economiche: sostegni adeguati alle perdite realmente subite e ai costi fissi sostenuti, credito immediato e un piano per permettere alle imprese di riaprire in sicurezza.
ANVA oggi rivendica in maniera civile e responsabile, con la consapevolezza della situazione e nel rispetto di tutti, la necessità di un superamento di una situazione ormai non più sostenibile sia economicamente che socialmente.
Siamo a segnalare con responsabilità un disagio, che rischia di trasformarsi in una rabbia ormai ampiamente diffusa, che con il continuo apri e chiudi ed i pochissimi ristori ricevuti ne sono la testimonianza e l'origine.
La nostra categoria oggi pone l’attenzione del Governo al pesante disagio in cui versano molti imprenditori: nelle zone rosse i mercati sono pressoché fermi da settimane, se non da mesi; i mercati turistici, sono senza reddito da tempo per una totale mancanza di frequentatori; le sagre e le fiere sono ferme dal Marzo 2020. Chiediamo urgentemente la riapertura del comparto e la garanzia di ristori veri ed immediati finché la situazione non si stabilizzi.

I suggerimenti

1 - Certezza delle aperture

Non più sostenibile aprire e chiudere ad intermittenza, così non è possibile fare impresa qualunque attività imprenditoriale ha bisogno di programmare, sia per la gestione dei dipendenti, che l’approvvigionamento delle merci e l’organizzazione della struttura.
Chiediamo l’apertura dei mercati anche in zona rossa nei Comuni inferiori a 5000 abitanti.
2 - Sostegni adeguati
Per i periodi di obbligo di chiusura non sono arrivati sostegni adeguati, ed immediati che potevano garantire la sopravvivenza dell’impresa. E’ evidente che se perdura questa situazione i sostegni debbono continuare, al fine di non distruggere un patrimonio di imprese ambulanti, che è tipico della cultura e della storia della nostra Nazione.
3 - Prestiti a lunga scadenza
Al fine di favorire la ripartenza, dopo una situazione così drammatica che ha messo a dura prova la resistenza delle attività è necessario prevedere dei prestiti fino a 30000 euro, con la garanzia dello Stato da restituirsi a partire dal quarto anno dalla erogazione.

4 - Parità di trattamento tra le attività

L’allegato 23 al DPCM 2 marzo 2021 consente, anche in zona rossa, il commercio al dettaglio “ambulante itinerante” e nel commercio fisso oltre che di prodotti alimentari e fiori, anche di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati ma incredibilmente, non permette la vendita dei beni di prima necessità agli operatori che esercitino all’interno dei mercati, né “al chiuso” né all’aperto Tutto ciò genera confusione ed incomprensione oltre che ingiustizia.
5 - Velocizzare la vaccinazione
Siamo consapevoli come l’unica arma veramente efficace, al di là del rispetto delle regole di sicurezza siano i vaccini. La gestione della distribuzione dei vaccini ad oggi è risultata poco organizzata e distorta da alcuni comportamenti Regionali, che anziché favorire gli anziani o le categorie con patologie maggiori, hanno favorito categorie o privati che non erano prioritarie. Chiediamo quindi di migliorare la distribuzione affinché le attività possano ripartire e la popolazione ritorni alla normalità.