FUNERALI VIETATI

A Brescello in15 al funerale del suocero del boss Grande Aracri: due erano positivi al Covid

Tutti i partecipanti sono stati sanzionati e i positivi denunciati per epidemia colposa.

A Brescello in15 al funerale del suocero del boss Grande Aracri: due erano positivi al Covid
Viadana, 21 Aprile 2020 ore 10:58

Il paese di Brescello (famoso per Don Camillo e Peppone) continua tristemente ad essere punto di riferimento per la cronaca mafiosa italiana. Dopo essere stato commissionato per mafia nel 2016, oggi torna alla ribalta per una denuncia collettiva di 15 persone presentatesi (nonostante l’obbligo di rimanere a casa) al funerale del suocero 85enne del boss Grande Aracri. Due di loro, famigliari del defunto, sono addirittura risultati positivi al Coronavirus, motivo per il quale sono stati denunciati per epidemia colposa non avendo rispettato l’obbligo di rimanere a casa e il divieto tassativo di uscire.

Chi era il defunto

Il funerale e il piccolo ritrovo di persone si è svolto per salutare Paolo Pucci, 85enne che, però, non è solo uno dei tanti anziani deceduti a causa del coronavirus, bensì un volto noto della criminalità organizzata di stampo mafioso: Pucci era infatti il suocero di Francesco Grande Aracri, capo dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta che opera proprio in territorio emiliano. Attualmente Francesco è detenuto in carcere mentre la moglie Santina Pucci, figlia del defunto, è indagata nel processo di mafia Grimilde. 

Il funerale non aiutorizzato: 15 sanzionati e 2 denunciati

Per celebrare il defunto, deceduto il 3 aprile 2020, il comune di Brescello ha autorizzato – così, per tutti i defunti – una deroga al divieto consentendo ad un massimo di 10 persone (operatori funebri compresi) di dare l’ultimo saluto all’uomo, nel rispetto delle norme di sicurezza: mascherine e distanza di almeno un metro.

Per Paolo Pucci però tali imposizioni non sono state rispettate: la sepoltura, in teoria intima e ristretta, è diventato un piccolo funerale privato cui hanno partecipato 15 persone tra amici e parenti che, dopo essere state scoperte, sono state tutte sanzionate.

La minaccia sui social

La notizia ha preso piede sui social dove, sul gruppo di paese, qualche cittadino si è lamentato denunciando il fatto e chiedendosi per quale motivo “loro” potessero seppellire i propri cari mentre i “comuni cittadini” no. Sotto, un commento di uno dei componenti della famiglia Pucci, minacciava l’autore della lamentela di confidargli dove abitava così che potesse “andare a spaccargli il muso“. Post e commento minaccioso sono poi stati tolti dal gruppo, ma nel frattempo è arrivata la sanzione per i 15 partecipanti al funerale e la denuncia ai 2 positivi che, recandosi al ritrovo, hanno messo in pericolo la salute altrui.

la denuncia del movimento 5 stelle

“Nonostante lo scioglimento dell’amministrazione comunale precedente per rischio di condizionamento della criminalità organizzata, nonostante le operazioni Aemilia e Grimilde, quindici persone si sono riunite, contravvenendo al lockdown, per il funerale del suocero del boss Grande Aracri, per rendergli ‘onorè” . Si tratta, osservano gli esponenti pentastellati, di uno “schiaffo nei confronti di tutti quei cittadini che si sono trovati a non poter salutare i propri cari perché rispettosi delle regole e attenti alla salute pubblica. Doverosamente i Carabinieri di Brescello – nonostante le forte tensioni del momento – hanno denunciato per epidemia colposa i due affetti da Covid e sanzionato i partecipanti, come previsto dalla legge”.

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