Salute

A Bozzolo arrivano le onde d’urto per la cura di patologie muscolotendinee e scheletriche

Una nuova apparecchiatura efficace anche nella rigenerazione cutanea.

A Bozzolo arrivano le onde d’urto per la cura di patologie muscolotendinee e scheletriche
Viadana, 23 Ottobre 2020 ore 17:47

A Bozzolo arrivano le onde d’urto: una nuova apparecchiatura per la cura di patologie muscolotendinee e scheletriche, efficace anche nella rigenerazione cutanea.

A Bozzolo arrivano le onde d’urto

Il presidio ospedaliero di Bozzolo si è ulteriormente potenziato grazie al recente acquisto dell’apparecchio di Onde d’Urto Extracorporee. La Riabilitazione Neuromotoria è dotata di un Laboratorio di Analisi Computerizzata del Cammino, di un Esoscheletro computerizzato (Lokomat) oltre alle più comuni apparecchiature di terapia fisica.

L’acquisizione della nuova strumentazione implementa la dotazione del presidio con una delle più aggiornate ed efficaci terapie fisiche al fine di rispondere sempre più globalmente ed efficacemente ai bisogni di salute della popolazione mantovana e non solo. Le onde d’urto extracorporee, dapprima utilizzate prevalentemente in ambito urologico, si sono sempre affermate nell’ultimo decennio per la cura di numerose malattie e traumi dell’apparato locomotore e più recentemente in ambito neurologico, diventando un importante arma terapeutica nel percorso riabilitativo di persone affette da queste patologie.

Le proprietà terapeutiche

Si tratta di una metodica ben tollerata, non invasiva e versatile. Agisce mediante impulsi sonori ad alta energia che si propagano in profondità nei tessuti, in sequenza rapida e ripetitiva. L’onda sonora favorisce la produzione di sostanze antinfiammatorie e di fattori di crescita facilitando la rigenerazione dei tessuti. Indirizzate sui tessuti sofferenti ne accelerano la guarigione, eliminando il dolore e ripristinando la mobilità.

Le onde d’urto possono quindi esser utilizzate nel trattamento di diverse patologie muscolotendinee e scheletriche acute, subacute e croniche. Tra le più frequenti patologie che possono ricavare beneficio dal trattamento le tendinopatie della spalla, le epicondiliti/epitrocleiti, le fasciti plantari, la pubalgia, le tendiniti achillee e del medio gluteo con o senza borsite, le contratture muscolari, le fratture da stress. Inoltre, in ambito neurologico la tecnica può essere applicata per la riduzione dell’ipertono muscolare in condizioni di spasticità di diversa origine, sia degli arti inferiori che superiori.

Le proprietà terapeutiche di tipo antinfiammatorio, antidolorifico, antiedemigeno e di stimolazione della riparazione tessutale si sono dimostrate efficaci anche nell’ambito della rigenerazione cutanea, velocizzando il processo di guarigione di piaghe, ulcere e ferite di varia origine.

Le controindicazioni

Anche le onde d’urto hanno controindicazioni che devono essere attentamente valutate. Tra le principali ricordiamo le patologie tumorali, le trombosi e tromboflebiti, la gravidanza, le malattie o le alterazioni della coagulazione del sangue, la presenza di pace maker o elettrostimolatori di diversa origine e di cartilagini ancora in fase di accrescimento. Particolare attenzione dovrà essere posta nell’applicazione nel campo focale su strutture delicate e sensibili, come encefalo, midollo spinale e gonadi, sugli organi cavi come polmone e intestino.

L’impiego

L’apparecchio verrà utilizzato sia sui pazienti degenti nel reparto di riabilitazione specialistica, sia sui pazienti ambulatoriali. Sono in genere necessarie tre sedute, erogate una volta alla settimana da personale specializzato. I parametri di erogazione dell’energia saranno individualizzati in base alla patologia ed alla risposta del paziente.

Affinché tale strumento sia maggiormente efficace, è necessaria una corretta diagnosi clinica e funzionale, nonché l’inserimento del trattamento in un progetto riabilitativo individuale che sia applicato nella fase corretta di malattia per raggiungere il miglior recupero funzionale e prevenire il più possibile le recidive.

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