20 anni di violenze e soprusi terminati con una denuncia alla Polizia di Roverbella

La donna ha trovato il coraggio di denunciare l'ex marito, anche per il bene dei figli.

20 anni di violenze e soprusi terminati con una denuncia alla Polizia di Roverbella
Cronaca Alto Mantovano, 21 Ottobre 2019 ore 12:22

Un silenzio durato 20 anni, finalmente rotto dalla stanchezza e dall’impossibilità per una donna di subire altri soprusi da parte dell’ex marito. Violenze che negli ultimi anni si sono consumate a Roverbella (Mn) dove la coppia risiedeva dapprima insieme, poi separatamente. Violenze che sono state finalmente interrotte grazie al coraggio della donna di denunciare un uomo che un tempo aveva probabilmente amato tanto da farci due figli.

Abusi, silenzio e denuncia

I protagonisti di questa triste vicenda sono un uomo e una donna cinquantenni di origine straniera con due figli ancora minorenni, che hanno sempre dovuto assistere impassibili alle violenze del padre nei confronti della madre. I due da un paio d’anni erano separati ma capitava che l’uomo andasse a trovare i figli presso la casa famigliare, necessariamente incrociandosi con la moglie. E’ proprio in una situazione come questa che il 12 ottobre, per cause poco chiare quanto probabilmente futili, l’uomo ha dato sfogo all’ennesima violenza nei confronti della ex moglie che però questa volta ha deciso di denunciarlo. Allertati dal 112, la polizia locale di Roverbella ha raccolto la denuncia della donna che, dopo essere stata soccorsa e dimessa dal pronto soccorso con una prognosi di una settimana, ha deciso di denunciare l’uomo non solo per lo schiaffo e la contusione al dito di quel giorno, ma anche per i 20 anni di angherie precedenti.

Le indagini

La polizia locale, grazie ad un’indagine veloce e puntuale, è riuscita in breve tempo a raccogliere elementi e prove sufficienti per avvalorare la denuncia della donna. Nel frattempo l’uomo, capito quello che stava accadendo, ha velocemente cambiato residenza trasferendosi in Piemonte a casa di alcuni parenti.

Ora la decisione su come procedere spetta alla Procura di Mantova.

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