L’ASST Mantova avvia lo screening per il tumore al polmone rivolto a fumatori ed ex fumatori tra i 55 e i 74 anni, con Tac a bassa dose e supporto dell’intelligenza artificiale. I primi pazienti sono già stati reclutati nell’ambito del programma regionale che punta alla diagnosi precoce della malattia.
Tumore al polmone, al via lo screening
Parte anche sul territorio della provincia di Mantova il nuovo screening per la diagnosi precoce del tumore al polmone, un percorso innovativo promosso da Regione Lombardia che vede l’ASST Mantova tra le strutture sanitarie selezionate per l’attuazione del programma.
L’iniziativa è rivolta a uomini e donne residenti e assistiti in Lombardia di età compresa tra 55 e 74 anni, considerati ad alto rischio perché forti fumatori o ex forti fumatori (che hanno smesso di fumare da meno di un anno). Il percorso prevede una valutazione attraverso Tac torace a bassa dose e, per chi ancora fuma, la possibilità di essere seguito dal centro per il trattamento del tabagismo.
La Lombardia è la prima Regione italiana ad avviare questo tipo di screening strutturato, con una rete composta da 16 centri specialistici. Tra questi c’è anche Mantova.
Primi pazienti già coinvolti nel programma
Il progetto è già entrato nella fase operativa: settimana scorsa sono stati reclutati i primi pazienti attraverso i centri di disassuefazione dal fumo dei SerD. In collaborazione con il Servizio Screening di ATS Val Padana sono state inoltre effettuate le prime prenotazioni per gli accessi diagnostici, che prevedono Tac ad alta risoluzione con basso dosaggio di radiazioni. Gli esami saranno supportati anche da sistemi di intelligenza artificiale per migliorare l’analisi delle immagini.
L’obiettivo dell’ASST Mantova è quello di coinvolgere circa 400 persone nel primo anno di attività.
“Un’opportunità importante per il territorio”
“Per Asst e per tutto il territorio mantovano – dichiara il direttore generale di Asst Mantova Anna Gerola – è un grande risultato e un’opportunità, un’attività preziosa che si aggiunge agli altri percorsi di screening già disponibili: tumore della mammella, del colon retto, del collo dell’utero, della prostata e ricerca degli anticorpi contro l’epatite C. Ringrazio tutti i professionisti impegnati in questa attività e sottolineo l’importanza della sinergia con Ats della Val Padana”.
Soddisfazione anche da parte del direttore sanitario di ATS Val Padana Piero Superbi, che sottolinea il valore della collaborazione tra le due realtà sanitarie:
“Un’integrazione proficua, che si consolida con questa nuova linea di screening, da aggiungere a quelle già in essere e conferma la qualità dei nostri sforzi in termini di prevenzione”.
Tac avanzate e intelligenza artificiale
L’ASST Mantova è stata selezionata da Regione Lombardia dopo una manifestazione di interesse rivolta alle strutture sanitarie con elevati standard qualitativi.
“Al fine di potenziare l’offerta – spiega il direttore della Fisica Sanitaria di Asst Mantova Giampietro Barai – Regione Lombardia ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse, individuando sul territorio le realtà sanitarie caratterizzate da una pratica clinica di elevata qualità e appropriatezza che possiedano gli stringenti requisiti qualitativi richiesti, al fine di creare una rete regionale e definire, sulla scorta dell’esperienza acquisita, indirizzi regionali condivisi. Ipotizziamo in un anno di reclutare 400 pazienti. Fra i nostri punti di forza tac altamente performanti che riducono al minimo le dosi di radiazioni erogate, tecnologie avanzate fra le quali l’intelligenza artificiale e radiologi dedicati”.
L’attività diagnostica sarà svolta nei presidi ospedalieri di Mantova, Asola e, in futuro, anche a Borgo Mantovano.
Il tumore al polmone
Il tumore del polmone rappresenta il terzo tumore più frequente in Italia. In Lombardia vengono diagnosticati circa 7.800 nuovi casi ogni anno, con una maggiore incidenza tra gli uomini.
Secondo i dati disponibili, circa il 60% dei decessi legati alla malattia riguarda persone forti fumatrici.
Il direttore della Chirurgia Toracica di ASST Mantova, Angelo Carretta, evidenzia il ruolo fondamentale della diagnosi anticipata:
“È fondamentale, perché ci consente di incrementare gli anni di sopravvivenza. Abbiamo fatto grandi progressi anche sulla cura della patologia in fase avanzata, ma la diagnosi precoce resta decisiva”.
Diversi studi clinici internazionali hanno dimostrato che la Tac torace a basso dosaggio nei soggetti ad alto rischio permette di individuare tumori in fase iniziale, contribuendo a ridurre la mortalità.
Mantova sopra la media nazionale per numero di fumatori
Sul territorio provinciale il tema della prevenzione assume un rilievo particolare.
“In provincia di Mantova – commenta il direttore della struttura di Pneumologia Massimiliano Beccaria – la percentuale di fumatori è superiore alla media nazionale, 25,5 per cento contro i 24,2 per cento italiani nei maschi e 18,5 per cento contro il 15,9 per cento italiani nelle femmine, per un totale di 22 per cento contro il 19,9”.
Secondo Emanuela Anghinoni, responsabile dei Programmi di Screening di Popolazione di ATS Val Padana, il nuovo percorso potrà incidere nel lungo periodo sulla mortalità:
“Siamo fieri dei risultati che stiamo ottenendo in termini di screening sul territorio mantovano. In particolare, l’Osservatorio epidemiologico ci consentirà di assistere nei prossimi dieci anni a una controtendenza, con una riduzione della mortalità. Oggi, sul territorio di Ats della Val Padana (Mantova, Cremona, Crema) i casi di tumore al polmone sono 540 all’anno, 300 dei quali mantovani, il 36 per cento sono donne. Nelle donne il trend di incidenza e mortalità è marcatamente in crescita (in calo per gli uomini), la sopravvivenza è estremamente ridotta (anche per gli uomini). Sia per gli uomini che per le donne, sii tratta di un tumore molto frequente, sia in termini di incidenza che di mortalità”.
Il ruolo dei servizi antifumo
Nel progetto è centrale anche il lavoro dei servizi dedicati alla lotta al tabagismo. I medici Ilenia Zanini e Beatrice Lusenti, dell’equipe tabagismo del SerT di Mantova, spiegano:
“Sono 50 in più nell’ultimo anno le persone prese in carico per tabagismo. Abbiamo raddoppiato il numero degli operatori dedicati per fare fronte alla richiesta della popolazione. Alla terapia farmacologica uniamo la terapia gruppale”.
Il Centro per il trattamento del tabagismo dell’ASST Mantova, con sede in via Hrovatin 2, offre percorsi che combinano terapia farmacologica e supporto psicologico.
La Lung Unit
L’ASST Mantova affianca allo screening una rete specialistica dedicata alla cura del tumore al polmone attraverso la Lung Unit, attiva dal 2001 e recentemente potenziata. Al percorso partecipano specialisti di Pneumologia, Chirurgia Toracica, Oncologia, Anatomia Patologica, Medicina Nucleare, Radiologia e Radioterapia.
La presa in carico avviene attraverso un approccio multidisciplinare: dalla diagnosi alla scelta del trattamento, che può essere chirurgico, oncologico o radioterapico. Il paziente seguito dalla Lung Unit può inoltre contare su un contatto diretto con il case manager, punto di riferimento per informazioni e accompagnamento durante tutte le fasi del percorso, dal primo esame fino al follow-up.
