San Giorgio Bigarello ha onorato tre ex deportati posando tre nuove Pietre d’Inciampo davanti alla biblioteca. Alla cerimonia hanno partecipato gli studenti, che hanno ricordato le vittime con letture e farfalle gialle simboliche.
Tre nuove Pietre d’Inciampo
Questa mattina, martedì 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, San Giorgio Bigarello ha aggiunto tre nuovi tasselli al suo percorso del ricordo, lungo il marciapiede di via Frida Kahlo, davanti alla Biblioteca Comunale. Le Pietre d’Inciampo (foto di copertina), i piccoli blocchi d’ottone ideati dall’artista Gunter Demnig, sono state incastonate nel suolo per onorare tre concittadini che conobbero l’orrore dei campi di internamento tedeschi: Rosa Angelo, De Biasi Mario e Traldi Romano.
Chi erano i tre concittadini ricordati
L’emozione è stata palpabile durante la lettura dei nomi e delle date che hanno segnato il destino di questi uomini, tutti Internati Militari (IMI) catturati dopo l’8 settembre 1943:
- Angelo Rosa: deportato in Germania dall’8 settembre 1943 al 25 settembre 1945.
- Mario De Biasi: prigioniero negli Stammlager tra il 12 settembre 1943 e il 24 agosto 1945.
- Romano Traldi: internato a Meppen e nello Stalag VI C dal 13 settembre 1943 al 22 settembre 1945.
“Queste tre nuove pietre si uniscono alle due già posate lo scorso anno”, ha dichiarato il Sindaco DavideDal Bosco, “consolidando un percorso che la nostra comunità ha scelto di intraprendere per mantenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah e della deportazione”.

Farfalle gialle contro il filo spinato
Il momento più significativo della cerimonia ha visto protagonisti gli alunni dell’Istituto Comprensivo. Alla presenza dei familiari dei deportati, della Giunta e della Dirigente Scolastica, i ragazzi hanno dato voce alla storia leggendo brani dal diario di Anna Frank e la celebre poesia “Farfalle gialle” di Pavel Friedman.
In un gesto dal forte valore simbolico, ogni studente ha appeso ai cancelli della scuola media “Don Milani” una farfalla gialla di carta. Quel simbolo, che Friedman descrisse poco prima di morire ad Auschwitz, è diventato oggi a San Giorgio Bigarello un messaggio di libertà e dignità, lanciato dai più giovani per assicurarsi che quel buio non ritorni mai più.

La farfalla di Pavel Friedman
L’ultima, proprio l’ultima,
di un giallo così intenso, così assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade sopra una roccia bianca
così gialla, così gialla!
L’ultima
volava in alto leggera, aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto: i miei mi hanno ritrovato qui e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla. Quella dell’ altra volta fu l’ ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.