L’ospedale di Mantova ha registrato il primo intervento con chirurgia robotica eseguito su una paziente in stato di gravidanza. L’operazione, condotta con una tecnica mini-invasiva, ha permesso la rimozione del surrene colpito da un adenoma.
L’attività clinica è stata portata a termine da un team multidisciplinare composto da chirurghi, ginecologi, anestesisti ed endocrinologi. La squadra medica è stata guidata dal direttore della struttura di Chirurgia Generale, Luigi Boccia, e dall’anestesista Daniela Dal Santo. Il caso clinico riguarda una quarantenne giunta alla fine del primo trimestre della sua prima gestazione.
La diagnosi della sindrome di Cushing
Il quadro clinico e la successiva diagnosi sono stati ricostruiti dal direttore della struttura di Ostetricia e Ginecologia, Gianpaolo Grisolia, che ha illustrato i sintomi iniziali riscontrati dalla paziente prima del ricovero nel reparto ospedaliero:
“Alla fine del primo trimestre della sua prima gravidanza la donna è stata ricoverata nel nostro reparto dopo aver manifestato un rapido aumento di peso, gonfiore al volto con difficoltà ad aprire gli occhi, dolori muscolari, crampi e un sonno sempre più disturbato. Gli esami hanno presto evidenziato livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, molto elevati, insieme alla comparsa di ipertensione arteriosa. I medici sono così arrivati a diagnosticare la sindrome di Cushing, causata da un adenoma del surrene, un piccolo tumore benigno che altera profondamente l’equilibrio ormonale”.
I rischi della patologia e il decorso post-operatorio
La patologia riscontrata si presenta con una bassa frequenza durante la gestazione, ma comporta una serie di pericoli potenziali sia per la gestante sia per il feto. I rischi associati a questa disfunzione ormonale comprendono l’insorgenza di forme gravi di ipertensione, il rallentamento dello sviluppo fetale e la possibilità di un parto prematuro. L’asportazione chirurgica dell’adenoma ha consentito di ricondurre i livelli di cortisolo sotto controllo, determinando un rapido miglioramento delle condizioni cliniche generali della quarantaquattrenne.
Il monitoraggio della gestazione dopo le dimissioni
La paziente ha potuto lasciare l’ospedale a seguito della stabilizzazione dei parametri vitali ed è attualmente sottoposta a controlli periodici per monitorare l’evoluzione della gravidanza. Il direttore Gianpaolo Grisolia ha confermato il regolare proseguimento del percorso clinico presso il presidio ospedaliero:
“Abbiamo dimesso la donna in buono stato di salute e la gravidanza sta proseguendo regolarmente, seguita con controlli costanti nella struttura di Ostetricia e Ginecologia del Carlo Poma. La signora è affidata alle cure del ginecologo Felice Foresta. Questo caso dimostra quanto sia importante non sottovalutare segnali fuori dall’ordinario: anche durante la gravidanza, riconoscere in tempo condizioni rare può fare la differenza”.