A livello regionale, il 2026 si è aperto con un leggero aumento della domanda. L’importo medio richiesto in Lombardia ha raggiunto i 151.269 euro, segnando un +2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma com’è la situazione in provincia di Mantova?
Mutui, Mantova fanalino di coda per importo medio
Nei primi due mesi del 2026, Mantova si distingue per un dato preciso. È la provincia lombarda dove si chiedono mutui più contenuti. Secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, l’importo medio richiesto si ferma a 122.565 euro, il più basso della regione.
Un segnale che racconta un mercato più prudente rispetto ad altre aree lombarde, soprattutto se si guarda ai grandi centri urbani dove le cifre salgono sensibilmente. Mantova, in questo scenario, si conferma un territorio in cui il valore medio delle operazioni resta più accessibile.
La classifica provincia per provincia
Un altro dato interessante è che si abbassa l’età media di chi richiede un mutuo che passa da 40 a circa 38 anni e mezzo, segno di un ritorno dei più giovani sul mercato immobiliare. Allo stesso tempo, scende leggermente anche il valore medio degli immobili finanziati, che si attesta intorno ai 225.837 euro.
Da analizzare è poi il divario tra le province. Milano resta in testa con una media di 170.700 euro, seguita da Como e Sondrio. Poco sotto si trovano Brescia e Monza e Brianza. Nelle ultime posizioni compaiono Pavia e Cremona. Chiude proprio Mantova, confermando un trend che la vede stabilmente tra le realtà più contenute della regione.
La classifica completa provincia per provincia:
| Provincia |
Importo medio richiesto
|
| Milano | 170.700 € |
| Como | 147.302 € |
| Sondrio | 145.801 € |
| Brescia | 145.072 € |
| Monza Brianza | 144.770 € |
| Varese | 138.809 € |
| Lecco | 136.231 € |
| Bergamo | 132.518 € |
| Lodi | 125.682 € |
| Pavia | 125.448 € |
| Cremona | 123.347 € |
| Mantova | 122.565 € |
| Lombardia | 151.269 € |
| Italia | 139.484 € |
Tassi, cresce l’interesse per il variabile
Un altro elemento chiave riguarda la scelta del tasso. Il fisso continua a essere la soluzione più richiesta, ma aumenta in modo evidente la quota di chi opta per variabile o formule miste, arrivata al 9% del totale. Il motivo è legato alle condizioni attuali del mercato.
Oggi, per un mutuo da circa 126.000 euro in 25 anni, i tassi variabili partono da un TAN del 2,34%, con una rata iniziale di circa 555 euro. I tassi fissi, invece, partono dal 3,15%, con una rata intorno ai 607 euro. Il variabile può garantire un risparmio iniziale, ma comporta anche più incertezza nel tempo.
“In un contesto come quello attuale, con possibili oscillazioni dei tassi, il vantaggio potrebbe ridursi o sparire. Per questo è fondamentale farsi affiancare da un consulente esperto”, rivelano da Facile.it.