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Mercosur: perplessità e critiche anche da parte di Coldiretti e Confagricoltura

Le due associazioni agricole mantovane: "Forte disparità tra gli standard richiesti in Europa e quelli richiesti in Sudamerica. Così non va"

Mercosur: perplessità e critiche anche da parte di Coldiretti e Confagricoltura

Sul Mercosur critiche e perplessità da parte di Coldiretti e Confagricoltura. E a Milano la protesta degli agricoltori con i trattori in città.

“Ci aspettiamo risposte dall’Europa”

Sull’accordo europeo nel settore agricolo Mercosur, le associazioni di settore esprimono perplessità e critiche, chiedendo all’Unione Europea diversi cambiamenti.

Spiega in merito la Coldiretti di Mantova:

“C’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili.

Una manifestazione della Coldiretti (foto di repertorio)
Una manifestazione della Coldiretti (foto di repertorio)

“Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole”.

“Dalla Germania fitofarmaci vietati”

Prosegue poi l’associazione agricola mantovana:

“Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur.

Ursula von der Leyen

“Dimostri una volta di capire le esigenze dell’economia reale, tutelando gli interessi veri dei contadini che continuano a voler produrre all’interno del continente europeo e non come altri settori produttivi che hanno preferito delocalizzare. Questo accordo, così com’è – ribadisce Coldiretti – finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a scapito della salute dei cittadini consumatori europei.

“Prosegue la nostra mobilitazione permanente – conclude Coldiretti Mantova – e se non ci saranno risposte saremo a Strasburgo il prossimo 20 gennaio per gridare ancora una volta il nostro “no” a un accordo che, così com’è, è voluto fortemente dalla Von der Leyen”.

“In Europa necessari standard altissimi, in Sudamerica no”

Sulla stessa linea si dimostra anche la sezione mantovana di Confagricoltura, che pure esprime forti perplessità.

Afferma il presidente Alberto Cortesi:

Permangono forti perplessità per l’impatto dell’intesa sul mondo agricolo, legate soprattutto al principio di reciprocità, fondamentale per garantire un commercio internazionale equo e trasparente. Pur essendo, come Confagricoltura Mantova, da sempre a favore dei trattati di libero scambio, non possiamo ignorare alcune criticità.

Il presidente di Confagricoltura Mantova Alberto Cortesi
Il presidente di Confagricoltura Mantova Alberto Cortesi

“L’accordo, così com’è ad oggi, rischia infatti di consolidare una pericolosa asimmetria. Alle aziende agricole italiane ed europee infatti viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori. Dall’altro lato, le stesse regole non sono attuate dai paesi Mercosur come Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Non possiamo certo permetterci questo squilibrio”.

“A rischio il modello produttivo italiano”

Prosegue il presidente di Confagricoltura Cortesi:

“Questa infatti provoca di fatto una enorme disparità di condizioni di concorrenza e competitività, con il fortissimo rischio di vedere penalizzato il modello produttivo italiano, che fa della qualità e della sicurezza i suoi principali tratti distintivi.

“Confagricoltura, ad ogni suo livello, continuerà a monitorare la situazione con la massima attenzione, valutando ogni possibile iniziativa per la difesa, la tutela e la valorizzazione delle nostre aziende agricole”.

Protesta coi trattori a Milano

Nel frattempo, come riporta il nostro portale nazionale News Prima, nella giornata di ieri venerdì 9 gennaio 2026, davanti alla Stazione Centrale di Milano si è tenuta la protesta degli agricoltori, arrivati in città a bordo dei trattori.

Alla manifestazione era presente pure la Lega con i propri esponenti Silvia Sardone e Gian Marco Centinaio, a sostegno delle ragioni degli agricoltori.