Il report di “Padania avvelenata” di Greenpeace rivela che la provincia di Mantova è tra le tre più inquinanti della Pianura Padana, contribuendo per circa l’11,7% alle emissioni totali di ammoniaca e gas serra dell’intera eco regione. L’analisi evidenzia l’impatto critico degli allevamenti intensivi, in particolare bovini, sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica locale.
Report “Padania Avvelenata”
Un’area di stallo ambientale che soffoca il cuore della Pianura Padana. Il report “Padania Avvelenata”, pubblicato da Greenpeace, scatta una fotografia impietosa del territorio mantovano. Nonostante gli impegni per la transizione ecologica, i dati elaborati dalle ricercatrici dell’Università di Siena mostrano una realtà agricola che continua a esercitare una pressione insostenibile sull’ambiente.
Mantova sul “Podio”
All’interno dell’eco regione padana, la provincia di Mantova si conferma uno dei principali “hot spot” emissivi. Insieme a Brescia e Cremona, occupa stabilmente i primi tre posti delle classifiche regionali per impatto ambientale.
- Ammoniaca (NH3): Con 19.225 tonnellate emesse in un anno, la provincia è responsabile dell’11,8% del totale delle emissioni di tutta la pianura.
- Gas Serra (CO2eq): L’impatto non cambia sul fronte climatico, con 1.473,9 migliaia di tonnellate di gas climalteranti emessi (pari all’11,6% del totale dell’area padana).
Questi numeri derivano da una presenza massiccia di capi: nel solo territorio mantovano censito dall’eco regione si contano oltre 8,6 milioni di animali allevati.
Gonzaga e Goito
Scendendo nel dettaglio locale, la pressione zootecnica non risparmia i singoli centri abitati. Due comuni mantovani, Gonzaga e Goito, entrano nella “Top 10” dei territori più colpiti a livello dell’intera Pianura Padana:
- Gonzaga: Emette annualmente 1,1 migliaia di tonnellate di ammoniaca e ben 95,6 migliaia di tonnellate di gas serra.
- Goito: Registra valori analoghi per l’ammoniaca (1,1 migliaia di tonnellate) e 88,9 migliaia di tonnellate di gas serra.
Il ruolo dei bovini
Il report solleva un tema politico e normativo centrale: il ruolo dei bovini. In tutta l’area padana, questi animali sono responsabili dell’84% delle emissioni di gas serra e del 65% di quelle di ammoniaca. Eppure, la provincia di Mantova, nota per la sua storica produzione lattiero-casearia, deve fare i conti con un vuoto legislativo: gli allevamenti bovini sono attualmente esclusi dagli obblighi della Direttiva sulle Emissioni Industriali (IED). Questo significa che, a differenza di suini e pollame di grandi dimensioni, non sono soggetti a controlli altrettanto stringenti sulle “Migliori Tecniche Disponibili” per ridurre l’inquinamento.
I rischi per la salute
L’emergenza non è solo ambientale, ma sanitaria. L’ammoniaca sprigionata dai reflui zootecnici reagisce con altri inquinanti formando sali di ammonio, una componente chiave del particolato fine (PM 2.5). In città vicine a zone ad alta densità zootecnica, come quelle del bacino padano, le concentrazioni di ammoniaca possono essere 3-4 volte superiori a quelle di altre metropoli europee. L’Italia detiene il triste primato europeo per vittime da particolato fine, con oltre 43.000 decessi registrati nel 2023.
La richiesta di Greenpeace
Greenpeace ha depositato una proposta di legge alla Camera dei Deputati per fermare l’ulteriore espansione degli allevamenti intensivi e avviare una riconversione del settore. Per Mantova, il futuro della qualità dell’aria passerà inevitabilmente dalla capacità di ripensare il proprio modello produttivo.