Mantova ospita il 15 ottobre 2026 la firma della Dichiarazione di Mantova, manifesto delle Regioni europee per rafforzare la tutela e la competitività dei prodotti Dop e Igp, sostenendo imprese, export e turismo enogastronomico. La Dop economy lombarda ha raggiunto 2,9 miliardi di euro nel 2024, con Mantova a quota 700 milioni e una crescita del 20,9%.
Mantova capitale delle Dop e Igp
Mantova si prepara a diventare il centro del confronto europeo sul futuro delle produzioni agroalimentari di qualità. Giovedì 15 ottobre 2026, a Palazzo Ducale, le Regioni europee presenteranno e sottoscriveranno la Dichiarazione di Mantova, un documento che punta a rafforzare il ruolo delle Denominazioni di origine protetta (Dop) e delle Indicazioni geografiche protette (Igp) nelle politiche economiche dell’Unione europea.
L’iniziativa si inserisce nell’Assemblea generale di Arepo, l’Associazione delle Regioni europee per i prodotti di origine, ospitata da Regione Lombardia. L’obiettivo è portare all’attenzione della Commissione europea una serie di proposte da inserire nel Piano d’azione sulle Indicazioni geografiche previsto per il 2027, trasformando la qualità certificata in una leva di crescita per le imprese, l’occupazione e i territori.
A presentare il progetto è stato Alessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste e presidente di Arepo.
“Le Indicazioni Geografiche – ha sottolineato Beduschi – rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo. Generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali”.
“Con la Dichiarazione di Mantova vogliamo portare in Europa una proposta concreta. Proteggere le nostre eccellenze, ma soprattutto creare le condizioni perché possano crescere, competere e produrre sempre più valore per chi le realizza e per i territori nei quali nascono”.

Le sei priorità per il futuro di Dop e Igp
Il documento propone di superare una visione limitata alla tutela delle denominazioni, facendo del riconoscimento Dop o Igp il punto di partenza di un percorso di sviluppo economico. Le Regioni chiedono quindi politiche capaci di accompagnare le produzioni certificate in tutte le fasi della loro crescita.
Le sei priorità individuate riguardano il sostegno alle Indicazioni geografiche durante l’intero ciclo di vita, la trasformazione della protezione giuridica in benefici economici concreti per i produttori e una maggiore diffusione di Dop e Igp nella quotidianità dei consumatori.
A queste si aggiungono la necessità di preparare le filiere alle sfide dell’innovazione, della formazione, del ricambio generazionale e del cambiamento climatico; il riconoscimento di un ruolo diretto delle Regioni nella governance; infine, la definizione di politiche basate su dati verificabili e obiettivi misurabili.
Un altro punto centrale riguarda il contrasto alle frodi e alle imitazioni, insieme al rafforzamento della posizione dei produttori all’interno delle filiere e al sostegno delle esportazioni. L’intento è fare in modo che il valore generato dalle produzioni certificate rimanga legato ai territori di origine, sostenendo le attività economiche e le comunità rurali.
Turismo enogastronomico e identità locale
La Dichiarazione di Mantova punta anche a consolidare il rapporto tra prodotti certificati, turismo e patrimonio culturale. Le Indicazioni geografiche non rappresentano soltanto una garanzia di origine e qualità, ma sono espressione di conoscenze, tradizioni, paesaggi e identità locali.
Per questo il documento propone di collegare maggiormente le Dop e le Igp agli itinerari enogastronomici, ai siti Unesco e alle iniziative di valorizzazione culturale. Tra le proposte figurano anche l’istituzione di una Giornata europea delle Indicazioni geografiche e la realizzazione di un’Expo itinerante dedicata a queste produzioni.
I dati confermano le potenzialità del cosiddetto turismo Dop. Nel 2025, in Italia, sono state censite 667 attività e 292 eventi, con un aumento del 26% per questi ultimi rispetto all’anno precedente.
La Lombardia conta 61 attività, otto in più rispetto al 2024, collegate a 62 prodotti Dop e Igp e promosse attraverso 32 Consorzi di tutela riconosciuti. Numeri che evidenziano le opportunità di sviluppo legate all’incontro tra produzioni agroalimentari, promozione turistica e valorizzazione del territorio.
Palazzo Ducale ospita il confronto europeo
La Dichiarazione sarà al centro della sessione dedicata al futuro delle Indicazioni geografiche nell’Unione europea, in programma il 15 ottobre nella Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, nell’ambito della seconda Assemblea generale annuale di Arepo.
Al confronto interverranno Alessandro Beduschi, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea, e Paolo De Castro, presidente di Nomisma.
Saranno presenti anche Riccardo Deserti, presidente di Origin Italia e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, e Carlo Fidanza, membro del Parlamento europeo. La sessione sarà condotta da Laurent Gomez, segretario generale di Arepo.
L’appuntamento si concluderà con la firma della Dichiarazione da parte di Beduschi e la consegna ufficiale del documento ai rappresentanti istituzionali presenti. Il manifesto sarà quindi proposto alle istituzioni europee come contributo delle Regioni alla definizione delle future politiche sulle produzioni certificate.
Due giorni di appuntamenti
L’Assemblea di Arepo sarà il momento centrale di due giornate di incontri che porteranno a Mantova rappresentanti istituzionali, operatori del settore agroalimentare e specialisti. Il programma affronterà non soltanto la tutela delle denominazioni, ma anche la competitività delle filiere e il rapporto tra qualità alimentare e salute.
Giovedì 15 ottobre 2026, alle 15, il Teatro Bibiena ospiterà il convegno “Quale futuro per la cooperazione lattiero-casearia lombarda?”, con la partecipazione, tra gli altri, di Beduschi e del ministro Francesco Lollobrigida.
Venerdì 16 ottobre 2026, alle 14, alla Casa del Mantegna si terrà invece l’incontro “Formaggi Dop e salute: un dibattito scientifico”, promosso da Aral, l’Associazione regionale allevatori della Lombardia, e Arepo.
Ricercatori ed esperti approfondiranno il rapporto tra sicurezza alimentare, qualità delle produzioni casearie certificate, proprietà nutrizionali e salute dei consumatori. I due appuntamenti allargheranno così il confronto sul valore delle Indicazioni geografiche, mettendo in relazione politiche agricole, attività produttive, ricerca scientifica e benessere.
Dop economy, Lombardia a quota 2,9 miliardi
Il peso economico delle produzioni certificate emerge dai dati relativi al 2024. In Lombardia la Dop economy ha raggiunto 2,9 miliardi di euro, con una crescita del 13,1% rispetto all’anno precedente. Il comparto rappresenta circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e il 14% del valore nazionale delle Indicazioni geografiche.
La regione conta 8.188 operatori e 75 prodotti Dop, Igp e Stg, le Specialità tradizionali garantite. All’interno di questo sistema, Mantova si distingue per la crescita registrata nel corso dell’anno: il valore delle produzioni certificate ha raggiunto 700 milioni di euro, con un incremento del 20,9%, pari a 121 milioni in più. Si tratta del maggiore aumento assoluto tra le province italiane ai vertici della graduatoria.
Insieme a Brescia, che supera il miliardo di euro, Mantova concentra circa il 59% del valore Dop e Igp lombardo. Un risultato che conferma il ruolo del territorio mantovano nel panorama agroalimentare regionale e nazionale.
In Italia il valore supera i 20 miliardi
A livello nazionale, la Dop economy ha raggiunto nel 2024 un valore complessivo di 20,7 miliardi di euro, in crescita del 3,5%. Le esportazioni hanno superato per la prima volta quota 12,3 miliardi, registrando un aumento dell’8,2%.
Il sistema italiano comprende 328 Consorzi di tutela e 184mila operatori. Secondo il Rapporto Ismea-Qualivita citato nei dati diffusi da Regione Lombardia, i comparti coinvolti comprendono complessivamente oltre 864.000 occupati tra cibo, vino e bevande alcoliche.
Sono cifre che spiegano perché la tutela delle denominazioni sia considerata una questione strategica per l’economia europea. La sfida indicata dalle Regioni è consolidare la competitività delle produzioni certificate, sostenere le imprese e fare in modo che il valore economico continui a tradursi in opportunità di lavoro e sviluppo per i territori di origine.