SANITA'

Innovazione all’ospedale di Mantova: una nuova tecnica di filtraggio evita le amputazioni nei pazienti in dialisi

La struttura di Nefrologia e Dialisi introduce la reoferesi per curare l'arteriopatia grave: già guariti i primi casi di ulcere agli arti inferiori

Innovazione all’ospedale di Mantova: una nuova tecnica di filtraggio evita le amputazioni nei pazienti in dialisi

All’ospedale Carlo Poma di Mantova è stata introdotta la reoferesi, una tecnica innovativa che migliora la circolazione sanguigna nei pazienti in emodialisi. Il trattamento ha già permesso di curare gravi ulcere agli arti inferiori, evitando il rischio di amputazioni e invalidità.

Nefrologia e Dialisi

Salvaguardare gli arti e restituire autonomia e qualità di vita ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica. È l’importante traguardo raggiunto dal Carlo Poma: la struttura di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Mantova ha introdotto con successo la reoferesi, una tecnica d’avanguardia ideata per trattare casi selezionati di arteriopatia obliterante degli arti inferiori, prevenendo disabilità fortemente invalidanti.

Cos’è la reoferesi e come funziona la procedura

La metodica interviene direttamente sull’emoreologia, ossia la capacità del sangue di scorrere e deformarsi all’interno dei vasi sanguigni, andando a riattivare il flusso compromesso nel microcircolo.

“Si tratta di una procedura extracorporea – spiega il direttore del reparto Giuseppe Mazzola – che filtra il plasma e rimuove selettivamente sostanze ad alto peso molecolare, riducendo la concentrazione di fibrinogeno, di lipoproteine e di alfa2macroglobulina, tre importanti classi di macromolecole che svolgono funzioni biologiche collegate principalmente alla coagulazione, al trasporto dei grassi e alla regolazione immunitaria ed enzimatica. La tecnica in questione riduce inoltre la viscosità del sangue, migliora la vasodilatazione endotelio-mediata e la perfusione nel microcircolo, consentendo di trasportare nutrienti e ossigeno ai tessuti, rimuovere i prodotti di scarto cellulare e favorire la guarigione delle ulcere ai piedi”.

Una minaccia per il 40% dei pazienti in dialisi

L’arteriopatia obliterante degli arti inferiori rappresenta una complicanza severa che colpisce fino al 40 per cento delle persone nello stadio terminale dell’insufficienza renale cronica, portando spesso a dolorose ulcere e, nei casi più gravi, ad amputazioni.

Mentre trattamenti chirurgici classici come l’angioplastica e il bypass riescono a risolvere le ostruzioni dei vasi più grandi (macrocircolo), essi non riescono ad agire sulla rete vascolare più piccola. Nel microcircolo, infatti, un recupero reale della perfusione sanguigna si ottiene soltanto agendo sul miglioramento della viscosità del plasma e sulla salute del rivestimento interno dei vasi.

Risultati eccellenti

Per applicare al meglio questa tecnologia, il gruppo di studio sull’aferesi terapeutica della Nefrologia di Mantova ha sviluppato il protocollo ‘Rheopad’, basato sulle linee guida internazionali della Asfa – American Society of Apheresis 2023. Il documento stabilisce con precisione la frequenza, la durata e il numero delle sedute, oltre ai controlli clinici da effettuare prima e dopo la terapia.

I dati raccolti sul campo confermano l’efficacia del percorso terapeutico condotto dall’équipe mantovana.

“Nel nostro centro dialisi – sottolinea Mazzola – dal marzo 2025 a oggi, abbiamo sottoposto 7 pazienti in emodialisi a questo protocollo, monitorando l’andamento del fibrinogeno, pcr, emocromo ed assetto lipidico. Abbiamo ottenuto una riduzione del fibrinogeno tra il 40 ed il 50 per cento su un volume di plasma trattato. Dei 5 pazienti con ulcere al terzo stadio abbiamo registrato in 2 pazienti guarigione completa delle lesioni con risoluzione della sintomatologia e miglioramento del perimetro di marcia, vale a dire la distanza massima che una persona riesce a percorrere a piedi prima che la comparsa di dolore, crampi o debolezza muscolare. In 3 pazienti si è visto un miglioramento del grado delle lesioni con tessuto vitale e granulazione”.

Modello di studio a livello nazionale

L’eccellenza e i traguardi raggiunti dai professionisti dell’ospedale Carlo Poma varcheranno presto i confini provinciali per diventare modello di studio a livello nazionale. I risultati e i dettagli del lavoro clinico saranno infatti presentati ufficialmente a Sorrento dal 10 al 13 novembre 2026, in occasione del 67° Congresso Nazionale della SIN (Società Italiana di Nefrologia).