ATTUALITÀ

Il Comune di Gonzaga dice basta alla concentrazione eccessiva degli allevamenti intensivi

Il comune dell’Oltrepò Mantovano si oppone al modello industriale degli allevamenti intensivi, puntando sulla qualità e la tutela ambientale

Il Comune di Gonzaga dice basta alla concentrazione eccessiva degli allevamenti intensivi

Il Comune di Gonzaga ha introdotto un regolamento per limitare i mega-allevamenti intensivi, contrastando l’inquinamento e la concentrazione eccessiva di animali, nonostante il ricorso della Regione. L’iniziativa punta a tutelare l’ambiente, la qualità della produzione locale e il benessere animale (foto di copertina: il suolo di una stalla per l’allevamento intensivo di bovini – Ph: Legambiente Lombardia / envato elements)

 Gli allevamenti intensivi

La pianura lombarda è da tempo al centro di una crisi ambientale legata agli allevamenti intensivi. Il numero di capi allevati supera di gran lunga quello di altre regioni italiane ed europee, creando una pressione insostenibile sul territorio. L’eccesso di animali provoca inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo, oltre a rappresentare un rischio sanitario per la diffusione di malattie.

Fino a pochi decenni fa, l’allevamento intensivo veniva giustificato come un “male necessario” per mantenere vive le aziende agricole familiari e preservare il paesaggio rurale. Oggi, però, la situazione è cambiata radicalmente: le aziende di allevamento tradizionali stanno scomparendo, mentre i capi si concentrano in pochi mega-allevamenti industriali da migliaia di animali. Questi impianti utilizzano robot al posto dei lavoratori e importano grandi quantità di mangimi dall’estero, cancellando la società rurale e il paesaggio agricolo, lasciando spazio solo al business agroalimentare.

Il “no” del Comune di Gonzaga

In questo contesto, il Comune di Gonzaga, nell’Oltrepò Mantovano, ha deciso di intervenire con un regolamento che limita l’insediamento e l’espansione dei grandi allevamenti intensivi. L’obiettivo è proteggere un’identità agricola basata sulla qualità e sulle radici territoriali, in netto contrasto con la standardizzazione dei prodotti industriali. Questa scelta ha però incontrato l’opposizione dell’assessore regionale all’agricoltura, Alessandro Beduschi, che ha presentato ricorso contro il regolamento.

Le associazioni ambientaliste: “Atto di buon senso”

Le associazioni Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra! hanno difeso la decisione del Comune di Gonzaga, definendola un atto di buon senso che tutela ambiente, cittadini e produzioni locali schiacciate dall’industria zootecnica. Secondo loro, il ricorso della Regione rappresenta una prova di forza istituzionale a favore di un modello intensivo da contrastare. Le associazioni chiedono l’apertura di un tavolo regionale per discutere la sostenibilità dell’agroalimentare lombardo, coinvolgendo enti locali, società civile e associazioni.

“Quello del Comune di Gonzaga è un regolamento di buon senso che tutela non solo l’ambiente, ma prima di tutto la cittadinanza e le produzioni locali, schiacciate dall’industria zootecnica,” replicano le associazioni Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra!. “Il ricorso di Regione Lombardia contro un’amministrazione locale che ha deciso di limitare la concentrazione dei carichi zootecnici diventa una prova di forza istituzionale contro un modello da promuovere: il comune di Gonzaga cerca di fare quello che la Regione non fa da decenni: gestire il rapporto tra territorio e allevamenti. Avviare contenziosi con gli enti locali non è la risposta giusta di fronte alle crescenti pressioni ambientali; sarebbe invece urgente aprire un tavolo regionale sulla sostenibilità dell’agroalimentare lombardo, con la partecipazione di enti locali, società civile e associazioni, per affrontare nel merito le criticità della zootecnia intensiva. Essere Animali, Legambiente Lombardia e Terra! sono pronte a partecipare.”.

Più di 7 animali per residente

Nel Comune di Gonzaga, con circa 8.500 abitanti, gli allevamenti ospitano quasi 60.000 bovini e suini, cioè più di sette animali per ogni residente. Il carico zootecnico è di circa 1.200 capi per km², un livello che genera gravi problemi ambientali dovuti all’eccesso di nutrienti azotati e fosfati derivanti dai liquami di allevamento. Per questo motivo, il regolamento comunale sospende le autorizzazioni per nuovi allevamenti intensivi e limita gli ampliamenti, consentendo solo interventi volti a migliorare il benessere animale.