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Indagine Confesercenti

Green Pass obbligatorio nei negozi: per due italiani su tre renderà gli acquisti più sicuri

Il presidente di Confesercenti Mantova, Gianni Rebecchi: “Occorre però un intervento immediato da parte della politica e delle istituzioni”.

Green Pass obbligatorio nei negozi: per due italiani su tre renderà gli acquisti più sicuri
Attualità Mantova, 01 Febbraio 2022 ore 12:41

Indagine Confesercenti: Green Pass nei negozi, per due italiani su tre renderà gli acquisti nei negozi più sicuri. Il presidente Gianni Rebecchi: “Occorre però un intervento immediato da parte della politica e delle istituzioni”.

Green Pass nei negozi

L’obbligo di Green Pass base per accedere ai negozi, che è entrato in vigore oggi 1 febbraio 2022, trova i consumatori divisi: due italiani su tre ritengono che la misura renderà gli acquisti più sicuri. Ma quasi due milioni di persone, tra chi non è in possesso della certificazione vaccinale, potrebbero passare agli acquisti online. È quanto emerge da un Sondaggio sui consumatori condotto da SWG per Confesercenti su un campione di consumatori di età superiore ai 18 anni.

Il sentiment positivo nei confronti dell’obbligo è sostenuto da una maggioranza meno larga di quanto si pensava:

  •  A dichiarare di avere già il pass è l’87% degli intervistati, una quota decisamente più larga del 64% che promuove la misura, ritenendola “una garanzia di maggiore sicurezza”.
  • Il restante 36% è poco convinto: il 10% non sa come giudicarlo, mentre il 26% dei consumatori intervistati lo vede come un impedimento che riduce l’accessibilità dei punti vendita.
  • E solo il 10% di chi non è in possesso del pass annuncia la volontà di iniziare il percorso vaccinale per ottenerlo, mentre il 18% ricorrerà ai tamponi. Il restante 72%, invece, non ha intenzione di munirsi di certificazione.
  • E per ovviare alla restrizione, la metà di questi – il 48%, pari a quasi 1,9 milioni – passerà agli acquisti online, mentre il 36% li rimanderà ed il 5% chiederà a familiari e amici dotati di pass di farli al proprio posto.

C’è chi pensa che si tratti di un altro possibile ulteriore colpo ai negozi fisici, già messi in difficoltà dall’incertezza creata dal riacutizzarsi dell’emergenza pandemica.

Con l’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane, si riscontra infatti, che molti consumatori si sono allontanati dai negozi:

  • il 22% dichiara di avere ridotto, per paura, l’acquisto nei negozi fisici, orientandosi sull’online, mentre il 28% è tornato a contare le persone dentro i punti vendita, aspettando fuori se ritiene ci sia la possibilità di assembramento.
  • Solo il 46% ritiene di non aver modificato le proprie modalità di consumo.

Un quadro che il pass potrebbe addirittura peggiorare: in seguito all’introduzione dell’obbligo, infatti, il 14% dichiara che diminuirà ulteriormente gli acquisti nei punti vendita fisici, mentre solo il 9% ha intenzione di aumentarli in seguito all’obbligo.

“Le rilevazioni Istat confermano l’allarme che da tempo stiamo lanciando: questa quarta ondata sta riportando indietro le lancette della ripresa, in particolare per il settore turismo, ripiombato in un forte stato di crisi. Insomma si tratta di una nuova emergenza - commenta Gianni Rebecchi, Presidente Confesercenti Mantova, che quindi richiede un intervento immediato da parte della politica e delle istituzioni.”

Il Presidente Rebecchi individua le priorità: 1) misure per contenere i costi dei beni energetici e a sostenere l’occupazione; 2) lo sconto sulla contribuzione per le imprese che accedono agli ammortizzatori sociali stabilito dal DL Sostegni è un passo in avanti, ma non è sufficiente.

Posti di lavoro a rischio

A rischio ci sono molti posti di lavoro, soprattutto tra le imprese di piccole e medie dimensioni del comparto.

"Vorrei sottolineare – aggiunge il Presidente – che le imprese sono state sempre pronte a collaborare e che i commercianti mostrano una grande attenzione nel mettere al primo posto la sicurezza e la salute dei propri clienti. L’obiettivo è il ritorno il più veloce possibile alla normalità, ma occorre monitorare l’impatto di questa situazione sui fatturati dei negozi, che già per tutta la fase emergenziale hanno visto il trasferimento di importanti quote di mercato verso l’e-commerce. Può diventare un problema non solo economico, ma anche sociale per le nostre città”.

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