In provincia di Mantova 93 persone e 22 Comuni hanno firmato la legge d’iniziativa popolare “Liberi Subito” sul fine vita, promossa dall’Associazione Coscioni. La proposta, depositata in Regione Lombardia con oltre 17mila adesioni totali, punta a fissare tempi e procedure certe per l’assistenza al suicidio medicalmente assistito.
Fine vita, 93 firme da Mantova
Il dibattito sul diritto al fine vita trova una risposta concreta e partecipe anche sul territorio virgiliano. Sono infatti 93 i cittadini residenti in provincia di Mantova che hanno sottoscritto “Liberi Subito”, la proposta di legge regionale di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e depositata al Consiglio regionale della Lombardia insieme alle 17.384 firme complessive raccolte su tutto il suolo lombardo.
Nello specifico della realtà locale, delle 93 adesioni totali ben 54 sono state raccolte direttamente sul campo attraverso 2 banchetti organizzati sul territorio mantovano. La risposta della comunità ha coinvolto ben 22 Comuni sui 64 complessivi della provincia, coprendo così il 34% dell’intero territorio provinciale. Tra i sottoscrittori istituzionali locali figurano anche Andrea Cantoni, assessore comunale a Suzzara, e Federica Semeghini, consigliera comunale della medesima località.
Cosa prevede la proposta di legge
La proposta di legge intende disciplinare, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in conformità con la sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, l’organizzazione e il funzionamento del Servizio sanitario regionale. L’obiettivo primario non è modificare i diritti già sanciti dalla Consulta, bensì definire iter certi e procedure chiare, prive di ingiustificati ritardi, per verificare le condizioni dei pazienti che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.
L’iter burocratico
Il percorso della legge si inserisce in un quadro normativo articolato. In Lombardia una prima proposta era stata presentata a gennaio 2024 con 8.181 firme, ma a novembre dello stesso anno l’Aula ne aveva bloccato l’esame approvando una questione pregiudiziale di costituzionalità, sostenendo la competenza esclusiva dello Stato. Tuttavia, la successiva sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale — intervenuta su una legge analoga promossa dalla Regione Toscana — ha chiarito in modo definitivo che le Regioni possiedono la legittima potestà di intervenire sull’organizzazione sanitaria per garantire l’effettività dei diritti. Forti di questo pronunciamento, nel 2026 i promotori hanno avviato la nuova raccolta firme sfociata nel deposito odierno.
Le voci dei promotori: “Regole chiare per malati e medici”
Sull’iniziativa si registrano le dichiarazioni di Cristiana Zerosi e Marco Cappato, intervenuti a nome dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore della legge “Liberi Subito” in Lombardia:
“Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Nel dare atto alla Giunta Fontana e all’ Assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie, riteniamo fondamentale stabilire norme che non dipendano dalla apertura e sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a beneficio e garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici operatori sanitari. Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che pretesti e alibi, che aveva portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi”
I prossimi passaggi dell’iter consiliare
A seguito della consegna formale dei moduli, la tabella di marcia per la discussione del testo in Consiglio regionale prevede ora precise scadenze procedurali:
- Esame di ammissibilità: l’Ufficio di Presidenza dovrà esprimere il proprio parere entro 15 giorni dal deposito (termine prorogabile al massimo di 10 giorni).
- Assegnazione in Commissione: in caso di esito positivo sull’ammissibilità, il Presidente del Consiglio regionale assegnerà la proposta alla commissione consiliare competente.
- Discussione e voto in Aula: concluso il passaggio in commissione, il testo arriverà all’esame finale dell’Aula consiliare entro e non oltre 9 mesi dall’assegnazione iniziale.