Da domani, 27 febbraio 2026, scattano a Mantova le misure di primo livello per il superamento dei limiti di PM10, con blocchi per i veicoli più inquinanti (fino a Euro 4 diesel). Il piano prevede anche il taglio di 1°C nei riscaldamenti, il divieto di stufe a legna poco efficienti e lo stop allo spandimento di liquami in agricoltura.
Smog a Mantova
Il superamento dei limiti di PM10 fa scattare l’allerta rossa anche all’ombra dei Gonzaga. Per il secondo giorno consecutivo, i rilievi di Arpa Lombardia hanno certificato una qualità dell’aria critica in tutta la provincia di Mantova, costringendo la Regione a far partire le contromisure temporanee di primo livello che resteranno in vigore almeno fino a quando il monitoraggio non darà segnali di miglioramento.
Limitazioni alla circolazione e riscaldamenti
Nel capoluogo e nei comuni con più di 30.000 abitanti, il blocco del traffico colpirà i veicoli a benzina fino a Euro 1 e i diesel fino a Euro 4 incluso (anche se dotati di FAP o aderenti a Move-In). Parallelamente, in tutto il territorio provinciale, i cittadini dovranno abbassare di 1°C la temperatura massima nelle abitazioni e non potranno utilizzare stufe a biomassa legnosa fino a 3 stelle.
Stop ai fanghi in agricoltura
Il provvedimento tocca da vicino anche il settore agricolo mantovano: è vietato lo spandimento di liquami zootecnici, salvo nei casi di iniezione diretta nel terreno. Resta inoltre il divieto assoluto di combustioni all’aperto, con l’unica deroga concessa per i falò rituali e le rievocazioni storiche legate alle tradizioni locali riconosciute dai singoli Comuni.
Monitoraggio costante
Sul sito www.infoaria.regione.lombardia.it sono riportate tutte le informazioni relative alle misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria. Il sito prevede anche un servizio di notifiche per essere informati tempestivamente circa l’attivazione delle misure temporanee. L’alert può essere attivato previa registrazione.