SANITA'

Donata alla Terapia Intensiva del Poma una nuova frigoemoteca per rafforzare la gestione del sangue

Uno strumento tecnologico avanzato, dotato di controllo remoto, che consente una gestione efficiente e sicura degli emoderivati

Donata alla Terapia Intensiva del Poma una nuova frigoemoteca per rafforzare la gestione del sangue

L’Associazione Boom, insieme a AIL Mantova e Nazionale Cantanti, ha donato una frigoemoteca a controllo remoto alla Terapia Intensiva dell’Ospedale Carlo Poma, completando un progetto da 250mila euro per potenziare le strutture sanitarie del territorio mantovano. Questa iniziativa rafforza la gestione degli emoderivati, migliorando la qualità delle cure nei reparti più delicati.

Nuova frigoemoteca per il Poma

Un importante traguardo è stato raggiunto nell’ambito della sanità mantovana grazie a un’iniziativa promossa da Associazione Boom, in collaborazione con AIL Mantova e la Nazionale Cantanti. È stata infatti donata una nuova frigoemoteca a controllo remoto alla Terapia Intensiva dell’Ospedale Carlo Poma, un dispositivo fondamentale per la gestione degli emoderivati, che rappresenta la conclusione di un intervento complessivo da 250mila euro destinato a rafforzare le dotazioni sanitarie locali.

Marcella Deantoni, presidente di Associazione Boom, sottolinea come questa donazione non sia un gesto isolato, ma il coronamento di un progetto strutturale e continuativo che ha interessato tre strutture sanitarie del territorio.

“Con questo intervento chiudiamo un percorso importante che ha toccato tre strutture, con un investimento complessivo di 250mila euro. È il segno di un impegno che vuole essere continuativo e strutturale”, afferma Deantoni.

Un momento della donazione

La frigoemoteca: supporto vitale per la Terapia Intensiva

La frigoemoteca donata è uno strumento tecnologico avanzato, dotato di controllo remoto, che consente una gestione efficiente e sicura degli emoderivati, essenziali per le terapie intensive. Questo dispositivo permette di garantire la conservazione ottimale del sangue e dei suoi componenti, assicurando una risposta clinica tempestiva e adeguata in situazioni di alta complessità.

“Entrare in Terapia Intensiva significa entrare nel punto più fragile e allo stesso tempo più vitale della sanità”, commenta Bulgarelli di AIL Mantova. “Qui ogni secondo conta, ogni strumento fa la differenza. Ed è proprio qui che abbiamo voluto esserci”.

Dalla collaborazione e dalla solidarietà

Il finanziamento per questa importante donazione è stato raccolto grazie alla Partita del Cuore 2023, tenutasi allo stadio Martelli, e al lavoro sinergico tra associazioni, enti e realtà locali. Oltre al Carlo Poma, altre frigoemoteche sono state donate ai presidi ospedalieri di Asola e Borgo Mantovano, rafforzando così la rete sanitaria provinciale.

Gianluca Pecchini, Direttore Generale della Nazionale Cantanti, evidenzia il valore della collaborazione:

“La vera forza di questo progetto è la rete. Quando associazioni, sanità e comunità si muovono insieme, il risultato non è solo economico, ma diventa impatto reale sulla vita delle persone“.

Marcella Deantoni conclude con un messaggio di responsabilità collettiva:

“Non si tratta solo di donare, ma di assumersi una responsabilità. Quella di contribuire, ciascuno per la propria parte, a costruire un sistema che funzioni davvero per tutti”.

Un momento della donazione

Il Direttore Generale di Asst Mantova, Anna Gerola, insieme al direttore medico di presidio Arianna Boschetti, ha espresso gratitudine verso le associazioni coinvolte e il mondo del volontariato per il prezioso supporto offerto all’azienda sanitaria, ai pazienti e ai professionisti.

Presenti anche il direttore dell’Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, Massimo Franchini, con la collega Claudia Glingani, e il direttore della Terapia Intensiva, Anestesia e Rianimazione, Daniela Dall’Oglio, che hanno sottolineato l’importanza clinica di questa nuova strumentazione.

Questa donazione rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra associazioni, comunità e sanità possa tradursi in un miglioramento tangibile della qualità delle cure, rafforzando il sistema sanitario locale e garantendo risposte più efficaci ai bisogni dei pazienti più fragili.