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A Mantova il Parkinson è diagnosticato e curato a 360 gradi

Percorso multidisciplinare dedicato per la presa in carico anche dei pazienti affetti da Parkinsonismi atipici. In crescita il numero dei malati.

A Mantova il Parkinson è diagnosticato e curato a 360 gradi
Attualità Mantova, 24 Febbraio 2022 ore 10:49

Percorso multidisciplinare dedicato per la presa in carico anche dei pazienti affetti da Parkinsonismi atipici. In crescita il numero dei malati.

Parkinson, diagnosi e cura a 360 gradi

Un percorso diagnostico e terapeutico per la diagnosi e la cura a 360 gradi della malattia di Parkinson e dei parkinsonismi atipici. Lo ha attivato la Neurologia del Carlo Poma coinvolgendo in un’ottica multidisciplinare i professionisti della Medicina Nucleare, della Medicina Generale, dell’Otorinolaringoiatria, della Riabilitazione funzionale e delle Cure Palliative.
Prevede interventi coerenti con le linee guida nazionali, ma applicabili al contesto aziendale al fine di garantire prestazioni appropriate, aggiornate e omogenee, evitando ritardi nelle diagnosi o disagi per la difficoltà di accedere a servizi specifici.
Il percorso rappresenta un’evoluzione dell’Ambulatorio Disturbi del Movimento, presente in Neurologia da circa 13 anni, che hanno visto la presa in carico di migliaia di pazienti di tutta la provincia e provenienti anche da altre regioni limitrofe e del Sud-Italia.
L’ambulatorio mette a disposizione operatori dedicati: i medici Anna Magherini e Daria Roccatagliata, l’infermiera, Antonietta Conforto. Si trova al II piano blocco D, nella struttura di Neurologia, numero di telefono di riferimento 0376/201583.
La malattia di Parkinson colpisce in Italia circa 230.000 persone, e si prevede che la prevalenza triplicherà nei prossimi 50 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. Circa il 5 per cento dei malati ha un’età inferiore ai 50 anni. In provincia di Mantova i pazienti affetti da Parkinson sono circa 1.800.

Il percorso

Il percorso è rivolto a tutti i pazienti affetti da Parkinson e da parkinsonismi atipici, lungo il percorso che si sviluppa dalla diagnosi alle cure palliative. Non rientrano invece quelli affetti da parkinsonismi secondari (ad esempio vascolare, iatrogeno) e da tremore essenziale.
Sono previste fasi successive. Lo screening iniziale per l’accesso avviene attraverso una visita neurologica generale. È infatti discrezione del neurologo valutante inviare il paziente all’ambulatorio di II livello. Se il paziente rientra nei criteri clinici previsti, viene preso in carico dall’ambulatorio che fornisce oltre alla visita neurologica con cadenza semestrale organizzata direttamente della Neurologia, una serie di visite ed esami diagnostici fondamentali nell’inquadramento e nella gestione dei sintomi motori e non motori di malattia.

Fra questi l’esecuzione di una scintigrafia cerebrale in Medicina Nucleare (DAT-scan), l’esame della deglutizione o fibrolaringoscopia in Otorinolaringoiatria, i test neuropsicologici in Neurologia, al padiglione 20 e all’ospedale di Bozzolo, l’esame holter pressorio in Medicina Generale e la visita fisiatrica in Riabilitazione Funzionale. Collateralmente i pazienti vengono informati della presenza dell’associazione di pazienti e parenti Signora Parkinson. Esiste anche la possibilità di segnalazione dei pazienti idonei a centri extra-aziendali quando il trattamento farmacologico convenzionale non è più in grado di controllare adeguatamente il complesso quadro clinico della fase avanzata.
In tali casi si può ricorrere a procedure terapeutiche, valide opzioni terapeutiche come il posizionamento di pompe di infusione all’apomorfina, alla duodopa o l’intervento neurochirurgico di stimolazione cerebrale profonda.

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