CRONACA

Scoperta a Sermide e Felonica discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi: sequestrata area di 5mila metri quadrati

I Carabinieri Forestali e ARPA Lombardia hanno individuato circa 10mila metri cubi di rifiuti abbandonati su un terreno di proprietà di una società agricola. Denunciato il legale rappresentante 75enne

Scoperta a Sermide e Felonica discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi: sequestrata area di 5mila metri quadrati
Aggiungi Prima Mantova alle tue fonti preferite

A Sermide e Felonica sequestrata un’area di 5mila metri quadrati utilizzata come discarica abusiva, con circa 10mila metri cubi di rifiuti speciali, anche pericolosi e potenzialmente contenenti amianto. Denunciato il legale rappresentante 75enne della società agricola proprietaria del terreno.

Discarica abusiva a Sermide e Felonica

Un’area di circa 5mila metri quadrati trasformata in una discarica abusiva, con migliaia di metri cubi di rifiuti speciali, anche pericolosi, accumulati direttamente sul terreno e in parte interessati da combustioni. È quanto scoperto a Sermide e Felonica, durante un controllo congiunto dei Carabinieri Forestali di Mantova e dei tecnici di ARPA Lombardia. Al termine degli accertamenti è scattato il sequestro probatorio dell’intera area, mentre il legale rappresentante della società agricola proprietaria del terreno, un uomo di 75 anni, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

Il sopralluogo

L’intervento è stato effettuato nei giorni scorsi nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali. I militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Mantova, insieme al personale tecnico di ARPA Lombardia, hanno eseguito un’ispezione in un terreno situato nel territorio comunale di Sermide e Felonica.

Durante il sopralluogo è emersa una situazione di grave degrado ambientale. Sul terreno erano stati accumulati ingenti quantitativi di materiali di diversa natura, depositati direttamente sul suolo, senza alcuna protezione e quindi esposti alle intemperie. Una parte dei rifiuti presentava inoltre segni di combustione.

La presenza dei cumuli era evidente anche dall’esterno: i materiali risultavano infatti visibili dalla pubblica via e individuabili attraverso rilievi aerei e satellitari.

10mila metri cubi di rifiuti

Gli accertamenti hanno portato al sequestro probatorio penale di una superficie di circa 5.000 metri quadrati, sulla quale sono stati stimati complessivamente circa 10.000 metri cubi di rifiuti speciali, classificabili come pericolosi e non pericolosi.

La maggior parte dei materiali rinvenuti, circa il 75% del totale, era costituita da rifiuti plastici. Tra questi figuravano soprattutto cumuli di teli in tessuto non tessuto (TNT), teli pacciamanti, guaine, tubazioni, cordami, imballaggi in polistirolo e pneumatici fuori uso.

Circa il 15% era invece rappresentato da rifiuti metallici, tra cui pali in ferro, grondaie, lamiere, tubazioni, telai in alluminio utilizzati per le serre, motori inutilizzati e componenti meccaniche provenienti da macchinari agricoli dismessi.

Una quota pari a circa il 5% era costituita da materiali derivanti da attività di costruzione e demolizione, come macerie edili, bancali in legno e pannelli sandwich isolanti.

Amianto e rifiuti pericolosi

Particolare attenzione è stata riservata alla presenza di materiali potenzialmente pericolosi per la salute e per l’ambiente. Tra i rifiuti individuati figuravano infatti filtri dell’olio esausti, fusti metallici, contenitori vuoti di fitofarmaci, apparecchiature refrigeranti e altri dispositivi elettrici ed elettronici dismessi (RAEE).

Nel corso dell’ispezione sono state inoltre individuate lastre che potrebbero contenere cemento-amianto, comunemente conosciuto come Eternit.

Proprio per verificare la natura di questi materiali, i tecnici di ARPA Lombardia hanno effettuato il prelievo e il campionamento di alcuni frammenti. I campioni saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per accertare l’eventuale presenza di amianto e determinarne la classificazione e il livello di pericolosità.

Un denunciato

Sulla base degli elementi raccolti durante i controlli, il legale rappresentante della società agricola, un uomo di 75 anni, è stato denunciato in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria.

Le contestazioni, formulate a livello di ipotesi accusatoria, riguardano diverse violazioni della normativa ambientale. In particolare, vengono contestati il deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi e la gestione non autorizzata di rifiuti, comprendente attività di raccolta, recupero, stoccaggio e smaltimento.

Tra le disposizioni richiamate figurano gli articoli 255-ter, comma 3, 256, comma 1, e 259-bis del Decreto legislativo 152/2006, oltre all’articolo 25-undecies, comma 2, lettera b), del Decreto legislativo 231/2001, relativo alla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

L’area resta sottoposta a sequestro probatorio nell’ambito degli accertamenti avviati per ricostruire le responsabilità e verificare la natura dei materiali presenti.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.