CRONACA

Maxi truffa sui social: container fantasma costa oltre mille euro a un commerciante mantovano

Due persone denunciate dalla Polizia Postale dopo un’indagine lampo: la denuncia di una finta azienda e i consigli per non cadere nella rete dei cybercriminali

Maxi truffa sui social: container fantasma costa oltre mille euro a un commerciante mantovano
Aggiungi Prima Mantova alle tue fonti preferite

La Polizia di Stato di Mantova ha denunciato due persone per una presunta truffa online ai danni di un commerciante, che ha versato oltre mille euro per un container mai consegnato. Le indagini della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica hanno permesso di individuare i presunti responsabili.

Truffa online: due denunciati

Un’offerta pubblicata sui social network, una fattura apparentemente regolare e un bonifico bancario per confermare l’acquisto. È iniziata così la truffa ai danni di un commerciante mantovano, che ha pagato oltre mille euro per comprare un container senza mai riceverlo. Al termine degli accertamenti, la Polizia di Stato di Mantova ha denunciato due persone ritenute coinvolte nella vicenda.

L’annuncio sui social

La trattativa è partita da un’inserzione pubblicata su un social network, nella quale veniva proposto in vendita un container. Dopo il primo contatto, il venditore aveva fornito alla vittima un preventivo dettagliato e una fattura che sembrava riconducibile a una società realmente attiva nel settore.

La documentazione e le modalità della proposta avevano contribuito a rendere credibile l’offerta, convincendo il commerciante ad avviare la compravendita.

Per confermare l’ordine, gli era stato chiesto di versare anticipatamente il 50% del prezzo concordato. Fidandosi delle informazioni ricevute, il commerciante aveva quindi effettuato un bonifico bancario di oltre mille euro. La consegna e il montaggio del container erano stati programmati per una data successiva.

La richiesta di altri soldi

Quando la consegna si avvicinava, la vittima aveva ricevuto una nuova richiesta di pagamento, relativa a una somma che non era stata prevista negli accordi iniziali.

Il commerciante, insospettito dalla richiesta aggiuntiva, aveva deciso di non versare altro denaro e aveva chiesto la restituzione dell’acconto già pagato. Da quel momento, però, i venditori avevano interrotto ogni contatto. Il container non è mai stato consegnato e il denaro versato non è stato restituito.

Le indagini della Polizia Postale

Sulla vicenda sono intervenuti gli investigatori della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Mantova, che hanno ricostruito le fasi della trattativa e svolto gli accertamenti necessari per individuare i due soggetti ritenuti coinvolti.

Al termine delle verifiche, entrambi sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria. Anche la società il cui nome compariva nella fattura ha presentato denuncia, risultando estranea alla compravendita.

I consigli per evitare le truffe online

La Polizia di Stato invita i cittadini a prestare particolare attenzione agli acquisti online, soprattutto quando si tratta di beni di valore e vengono richiesti pagamenti anticipati.

Prima di concludere una transazione, è importante verificare l’identità del venditore e l’effettiva esistenza dell’azienda indicata nella documentazione, contattandola attraverso recapiti ufficiali reperiti autonomamente. È inoltre consigliabile controllare che l’intestatario del conto bancario corrisponda al venditore o alla società coinvolta nella vendita.

Un ulteriore campanello d’allarme è rappresentato dalle richieste di denaro aggiuntivo non previste negli accordi iniziali. In questi casi, è opportuno interrompere la trattativa, contattare tempestivamente la propria banca e rivolgersi alle Forze di Polizia.

Le persone sottoposte a indagini preliminari sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale condanna definitiva.