CRONACA

Finti carabinieri truffano un’anziana a Roverbella: recuperati gioielli per 8mila euro

Due giovani di 18 e 17 anni sono stati fermati dopo il raggiro ai danni di una coppia di ottantenni: l’oro è stato recuperato grazie all’intervento dei militari e dei Vigili del Fuoco

Finti carabinieri truffano un’anziana a Roverbella: recuperati gioielli per 8mila euro
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Due giovani sono stati fermati a Roverbella dopo una truffa ai danni di una coppia di anziani: i Carabinieri hanno recuperato gioielli per un valore di 8mila euro. Decisiva la collaborazione tra i militari, i Vigili del Fuoco e un automobilista che ha segnalato il sacchetto gettato in un fossato: i preziosi sono stati restituiti alla proprietaria.

Finti carabinieri

Si sono presentati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, hanno convinto un’anziana a consegnare tutti i gioielli custoditi in casa e si sono allontanati a bordo di un’auto con un complice. Il piano, però, è durato poco: grazie al coordinamento tra le pattuglie e alla segnalazione di un cittadino, i militari sono riusciti a intercettare i sospettati e a recuperare i preziosi, del valore complessivo di circa 8mila euro. L’episodio è avvenuto a Roverbella, nella giornata di martedì 27 ottobre 2026.

Il raggiro

Erano quasi le 13 quando il telefono ha squillato nell’abitazione di una coppia di coniugi ottantenni residenti nel comune mantovano. A rispondere è stata la moglie, rassicurata dall’interlocutore che si è presentato come un carabiniere della locale Stazione.

La donna, fidandosi di quanto le veniva riferito, ha proseguito la conversazione senza sospettare di essere finita nel mirino di alcuni truffatori. Il falso militare le ha spiegato che il marito avrebbe dovuto recarsi in caserma per risolvere presunte questioni giudiziarie.

L’obiettivo era quello di allontanare l’uomo dall’abitazione e lasciare la moglie sola, così da consentire a un complice di raggiungerla senza ostacoli.

I gioielli consegnati

Mentre il marito si stava recando alla vera caserma dei Carabinieri di Roverbella, l’anziana è rimasta al telefono con il truffatore. Quest’ultimo le ha annunciato che un suo presunto collega sarebbe passato a casa per controllare i gioielli di famiglia, sostenendo che avrebbero potuto essere collegati a una rapina avvenuta in zona.

Seguendo le indicazioni ricevute durante la telefonata, la donna ha raccolto i monili in oro presenti nell’abitazione. Il falso carabiniere le ha quindi spiegato che all’esterno si trovava un militare in borghese incaricato di ritirare i preziosi per portarli in caserma ed effettuare le verifiche necessarie.

Prima di aprire la porta, la vittima ha chiesto al suo interlocutore come fosse vestito l’uomo che avrebbe dovuto presentarsi a casa. Dopo aver ricevuto le indicazioni, ha consegnato un sacchetto contenente collane, bracciali e anelli: oggetti dal valore economico, ma soprattutto ricordi di una vita.

Il falso militare ha preso il sacchetto ed è salito su un’automobile dove lo attendeva un complice. I due si sono quindi allontanati dall’abitazione.

Scatta l’allarme

La svolta è arrivata quando il marito, raggiunta la caserma di Roverbella, ha parlato con il carabiniere in servizio. Dal confronto è emerso rapidamente che l’uomo era stato raggirato e che nessun militare aveva richiesto la consegna dei gioielli.

Il militare ha immediatamente allertato la centrale operativa, che ha coordinato l’intervento di diverse pattuglie nella zona in cui risiede la coppia. La tempestività della segnalazione ha permesso di avviare le ricerche dei responsabili mentre si trovavano ancora nei dintorni.

L’auto sospetta intercettata dai Carabinieri

Durante i controlli, una pattuglia della Stazione dei Carabinieri di San Giorgio Bigarello ha incrociato un’automobile con due persone a bordo, ritenuta sospetta. I militari hanno invertito rapidamente il senso di marcia e sono riusciti a fermare il veicolo per procedere al controllo degli occupanti.

L’intervento rientrava anche nei servizi di controllo del territorio concordati e condivisi in Prefettura durante un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, disposto dal prefetto Roberto Bolognesi.

Un altro elemento decisivo è arrivato da un automobilista che si trovava dietro la vettura sospetta. L’uomo ha notato che, mentre l’auto veniva seguita dai Carabinieri, il passeggero aveva lanciato un sacchetto bianco in un fossato lungo la strada.

Il cittadino, dimostrando senso civico, ha contattato il numero unico di emergenza 112 e ha riferito quanto aveva appena osservato.

Il recupero dell’oro

Per recuperare il sacchetto è stato necessario coinvolgere i Vigili del Fuoco di Mantova e il personale della Protezione civile, intervenuti per setacciare il fossato e cercare tra la fitta vegetazione.

Le ricerche hanno permesso di individuare un sacchetto contenente numerosi gioielli in oro, per un valore stimato di circa 8mila euro. I preziosi sono stati recuperati dai Carabinieri, mentre le due persone fermate sono state accompagnate in caserma per gli accertamenti.

Gli investigatori hanno quindi esaminato le immagini delle telecamere di videosorveglianza e svolto verifiche sui telefoni cellulari dei sospettati. Gli elementi raccolti hanno consentito di delineare gravi indizi di colpevolezza a carico di due giovani, un 18enne e un 17enne, entrambi provenienti dalla provincia di Caserta.

Truffa aggravata in concorso

Al termine degli accertamenti, il 18enne è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma in attesa della successiva udienza per direttissima. Il 17enne è stato invece accompagnato in una struttura destinata ai minori. Entrambi sono accusati, nell’ipotesi investigativa, di truffa aggravata in concorso.

Su autorizzazione della Procura della Repubblica, i gioielli recuperati sono stati riconosciuti dalla vittima e restituiti alla legittima proprietaria. La coppia ha così potuto riavere gli oggetti sottratti nel corso del raggiro.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo, nel contraddittorio tra le parti.

L’appello dei Carabinieri

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Mantova ha espresso soddisfazione per l’esito dell’operazione, sottolineando l’importanza del presidio quotidiano del territorio e dell’attività di tutela delle persone più vulnerabili.

Le truffe agli anziani, infatti, non provocano soltanto un danno economico. Oltre alla perdita di denaro e oggetti di valore, le vittime possono subire conseguenze sul piano emotivo, con ripercussioni sul senso di sicurezza e sulla fiducia negli altri.

I truffatori fanno spesso leva sulla paura, sulla buona fede e sul rispetto delle istituzioni, utilizzando false emergenze giudiziarie o presunti controlli per convincere le persone a consegnare denaro e preziosi.

Per questo motivo, l’Arma rinnova l’invito a mantenere alta l’attenzione e a contattare immediatamente il 112 in caso di telefonate sospette, richieste insolite o comportamenti anomali.

Nessun vero carabiniere chiederà mai di mostrare o consegnare denaro e oggetti di valore direttamente a domicilio. In caso di dubbio, è fondamentale interrompere la conversazione e verificare la situazione contattando direttamente le forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali.