Mantova conquista il primo posto in Italia nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano di Legambiente, con un punteggio dell’81,29% su 106 capoluoghi, grazie soprattutto a mobilità ciclabile, verde urbano e limitazione del traffico privato. Resta critica la crescita della motorizzazione individuale, con 690 auto ogni 1.000 abitanti, in aumento rispetto all’anno precedente.
Ecosistema Urbano 2026, Mantova prima in Italia
Mantova conquista il primo posto in Italia per sostenibilità ambientale urbana. È il risultato ottenuto dal capoluogo virgiliano nell’edizione 2026 di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente che mette a confronto le performance ambientali dei 106 capoluoghi italiani sulla base dei dati relativi al 2025. Con un punteggio dell’81,29%, la città supera tutti gli altri centri esaminati, dopo aver chiuso la precedente edizione al secondo posto.
20 indicatori
L’indagine prende in considerazione 20 indicatori, suddivisi in sei aree tematiche: qualità dell’aria, gestione delle acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Il risultato premia le politiche e le caratteristiche ambientali di Mantova, che negli ultimi anni si è mantenuta stabilmente ai vertici della graduatoria nazionale, passando dal secondo posto del 2023 al settimo di due anni fa, fino alla seconda posizione del 2025 e al primato attuale.
Mobilità ciclabile e verde urbano
Tra i risultati più significativi del capoluogo virgiliano spiccano quelli relativi alla mobilità sostenibile e alla presenza di verde. Mantova si colloca infatti al secondo posto nazionale per la capacità di limitare il traffico motorizzato privato, mentre conquista la terza posizione sia per lo sviluppo delle infrastrutture ciclabili sia per la disponibilità di alberi in rapporto alla popolazione.
La rete dedicata alla mobilità in bicicletta raggiunge i 33,4 metri equivalenti ogni 100 abitanti, mentre il patrimonio arboreo si attesta a 96 alberi ogni 100 residenti. Il capoluogo si distingue anche per il trasporto pubblico locale, ambito nel quale raggiunge il quinto posto assoluto in Italia per volume di passeggeri.
Le criticità
Accanto ai risultati positivi, il rapporto segnala tuttavia una criticità legata alla motorizzazione individuale. Il numero di automobili continua a crescere, passando da 660 a 690 ogni 1.000 abitanti in un solo anno. Un dato superiore alla media regionale indicata nell’analisi, che evidenzia come la riduzione della dipendenza dall’auto privata resti una delle sfide per la sostenibilità urbana.
Legambiente: “Mantova supera Trento e Bolzano”
Il primato mantovano viene sottolineato da Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, che evidenzia anche il posizionamento complessivo delle città lombarde nella graduatoria.
“Anche quest’anno la Lombardia è protagonista delle classifiche di Ecosistema Urbano”, conferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Mantova supera le virtuose Trento e Bolzano, e le città lombarde sono tutte, tranne Monza, entro la metà della classifica. Nella sostanza, la realtà è però quella di città ancora troppo rivolte al passato. Gli effetti della crisi climatica accelerano, e le cittadine e i cittadini attendono risposte che arrivano troppo lentamente. Se non si adatta l’ambiente urbano alla crisi climatica si aumentano i rischi per la salute e l’aumento delle disuguaglianze. Serve sicuramente un maggiore coordinamento tra i comuni, ma soprattutto una strategia regionale che valorizzi gli sforzi delle amministrazioni”.
Secondo Legambiente, i risultati raggiunti dai capoluoghi lombardi non devono quindi far dimenticare la necessità di accelerare gli interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici. La trasformazione degli spazi urbani, il miglioramento della mobilità e una gestione più efficiente delle risorse rappresentano passaggi centrali per ridurre i rischi ambientali e sanitari.
Il quadro regionale
Nel quadro regionale, Milano guadagna sette posizioni rispetto alla precedente rilevazione. Il capoluogo lombardo mantiene il primato nazionale per l’offerta di trasporto pubblico, in crescita, e si distingue per l’utilizzo efficiente del suolo. Restano però irrisolte alcune criticità storiche, a partire dalla qualità dell’aria, giudicata scarsa nel rapporto. L’inquinamento atmosferico è collegato soprattutto alla congestione del traffico veicolare e continua a rappresentare un problema nonostante le restrizioni introdotte con Area B, la zona a basse emissioni della città. Per Legambiente, le misure adottate non hanno prodotto risultati sufficienti a superare le difficoltà legate alla circolazione dei mezzi privati.
“La sostenibilità della mobilità è un ambito centrale nelle classifiche di Ecosistema Urbano, indicando come città strutturate quasi solo come piattaforme stradali andrebbero ripensate. Per fare un esempio, Milano dedica alla circolazione e alla sosta dei veicoli, soprattutto di quelli privati, il 56% del proprio spazio pubblico”, ricorda Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia. “In questo modo, rimane ben poco per progettare e impostare la transizione ecologica. Le sfide climatiche in città si vincono proprio sottraendo spazio pubblico da parcheggi e superfici asfaltate per trasformarlo in infrastrutture verdi. Per ottenere un ecosistema urbano reattivo e coerente con l’accelerazione della crisi climatica bisogna fare delle scelte radicali sulle priorità: meno veicoli privati, più trasporto collettivo e mobilità attiva, più verde e più cura del reticolo idrico”.
Tra gli aspetti positivi rilevati a Milano figura anche l’efficienza della rete idrica, con perdite inferiori al 15%. Un risultato che, tuttavia, non esaurisce le criticità legate alla gestione delle acque. La città rimane esposta a un rischio idrogeologico significativo, con possibili conseguenze sulle attività economiche e sulla sicurezza dei cittadini, in particolare nella zona nord.
Secondo Legambiente, affrontare questo problema richiede interventi coordinati che coinvolgano non soltanto il Comune, ma anche le istituzioni regionali e nazionali. Il rapporto dedica un approfondimento specifico alla questione, richiamando anche gli obiettivi del regolamento europeo sul ripristino della natura, la EU Nature Restoration Law.
L’analisi prende in esame il contesto metropolitano e la necessità di recuperare il reticolo idrico milanese, che si estende per circa 370 chilometri. Una rete in gran parte cancellata nel corso del Novecento, anche a causa dell’espansione della motorizzazione di massa, ma che oggi potrebbe svolgere un ruolo importante nella transizione ecologica e nel rafforzamento della resilienza urbana agli eventi climatici estremi.
Come viene calcolata la classifica di Ecosistema Urbano
Il rapporto Ecosistema Urbano viene elaborato attraverso un lavoro che si sviluppa nell’arco di un anno. I dati provengono dalle agenzie ambientali e dalle fonti statistiche, tra cui l’Istat, e vengono integrati con le informazioni richieste direttamente alle amministrazioni comunali.
Le sei aree tematiche mantengono lo stesso peso previsto nelle ultime edizioni. La mobilità incide per il 21% sul punteggio finale, seguita da qualità dell’aria con il 19%, rifiuti, acqua e ambiente urbano con il 18% ciascuno ed energia con il 6%.
Al calcolo complessivo si aggiungono eventuali bonus per le città che si distinguono per politiche innovative, gestione efficiente delle risorse e risultati raggiunti. I riconoscimenti, ciascuno con un peso massimo del 2% del punteggio, riguardano cinque ambiti: recupero e gestione delle acque, ciclo dei rifiuti, trasporto pubblico sostenibile, politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e gestione dei consumi energetici.
Il primo posto di Mantova conferma dunque il ruolo del capoluogo virgiliano tra le città italiane più avanzate sul fronte della sostenibilità. Il dato sulla crescita delle automobili, però, segnala che il percorso verso un modello urbano meno dipendente dal traffico privato resta ancora aperto.
