La chiesa di San Camillo dell’ospedale Carlo Poma di Mantova riapre dopo i lavori di ristrutturazione. La giornata di inaugurazione ha visto anche l’intitolazione di una sala a Corrado Pavarini e la presentazione di un libro dedicato a Ido Traldi, ex direttore generale dell’azienda sanitaria.
Riapre la Chiesa di San Camillo
La chiesa di San Camillo torna ad accogliere la comunità mantovana dopo anni di chiusura e un importante intervento di recupero. Situato all’interno dell’area dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, l’edificio religioso rappresenta un luogo storico di spiritualità per pazienti, operatori sanitari, fedeli e cittadini. La riapertura è stata celebrata con una cerimonia presieduta dal vescovo di Mantova, monsignor Marco Busca, insieme al cappellano dell’ospedale don Stefano Menegollo e a don Gianni Nobis. Presenti anche i padri cappuccini di Trento, che hanno svolto il servizio di cappellania ospedaliera dal 1959 al 2009.
La giornata ha rappresentato anche l’occasione per ricordare due figure legate alla storia dell’azienda sanitaria: Ido Traldi, già direttore generale, al quale è stato dedicato un libro, e Corrado Pavarini, già direttore dell’Avvocatura di Asst Mantova, scomparso nel 2020.
Il recupero della chiesa
La riapertura di San Camillo restituisce all’ospedale e alla città uno spazio che ha accompagnato per decenni la vita di numerose persone, tra celebrazioni religiose, momenti familiari e vicinanza ai malati.
La direttrice generale di Asst Mantova, Anna Gerola, ha ringraziato quanti hanno contribuito al progetto, sottolineando il legame tra la struttura sanitaria e la comunità:
“Ho percepito la vicinanza della popolazione e la volontà di mantenere in vita le nostre radici, in un contesto come quello sanitario che combina le esigenze di cura del corpo e quelle di cura dell’anima. Siamo lieti di ripristinare un luogo di spiritualità che contraddistingue il presidio ospedaliero”.
La cerimonia ha visto la partecipazione di autorità, professionisti ed ex dipendenti dell’azienda sanitaria, insieme a cittadini che hanno mantenuto vivo il legame con la chiesa e con la storia del Carlo Poma.
Corrado Pavarini e Ido Traldi
Accanto alla riapertura della chiesa, la giornata ha riservato spazio alla memoria di due protagonisti della storia amministrativa e professionale del territorio mantovano.
La nuova sala riunioni situata vicino alla mensa dei dipendenti è stata intitolata a Corrado Pavarini, già direttore dell’Avvocatura di Asst Mantova, scomparso nel 2020. Un riconoscimento per il contributo offerto all’azienda nel corso della sua carriera.
“Abbiamo voluto rivolgere un pensiero affettuoso anche al collega Corrado Pavarini, pilastro della nostra azienda, che ci ha accompagnati durante la sua carriera professionale con competenza e umanità. Gli siamo riconoscenti”, ha dichiarato Anna Gerola.
Nella stessa sala è stato presentato il volume Ido Traldi, l’uomo, il politico, l’amministratore, dedicato a uno dei direttori generali che hanno segnato la storia dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma. Alla presentazione sono intervenuti il figlio Cesare Marco Traldi, la curatrice Agnese Benaglia, il sindaco di Moglia Claudio Bavutti e la direttrice generale di Asst Mantova.
Traldi ha avuto un ruolo significativo sia in ambito sanitario sia nell’amministrazione comunale di Moglia. Gerola ne ha ricordato le capacità manageriali e le qualità umane, evidenziandone il contributo nella fase di trasformazione del sistema ospedaliero.
“È un onore per me riportare alla memoria un direttore e una persona di grande caratura professionale e umana come Ido Traldi, che mi ha preceduta nella storia di Asst Mantova, segnandone l’esordio dopo la riforma che ha istituito le aziende ospedaliere, con le profonde trasformazioni ad essa connesse. Ricordo un manager lungimirante, con una visione di grande portata, molto attento ai collaboratori e agli utenti, pronto ad ascoltare la voce di tutti, con l’obiettivo di una direzione partecipativa in cui ciascuno potesse offrire il proprio contributo. Un direttore con la porta sempre aperta”.
La raccolta fondi
Il recupero della chiesa è stato reso possibile anche grazie alla mobilitazione di cittadini, imprese, enti e benefattori. Dal 2023 è stata promossa la raccolta fondi Salviamo San Camillo, che ha permesso di raccogliere oltre 43.500 euro attraverso il sostegno di privati e del mondo economico locale.
Un contributo determinante è arrivato da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità Mantovana, che hanno messo a disposizione complessivamente 80mila euro.
Marzia Monelli, in rappresentanza delle due fondazioni, ha sottolineato il significato dell’intervento per la città:
“La riapertura della chiesa di San Camillo – dichiara Marzia Monelli per Fondazione Cariplo e Fondazione Comunità Mantovana – restituisce alla comunità mantovana un luogo profondamente legato alla sua storia e alla vita di tante persone. Siamo particolarmente soddisfatti di aver contribuito a un progetto che ha saputo coinvolgere istituzioni, cittadini e realtà del territorio attorno a un obiettivo comune. Quando una comunità si riconosce nel valore di un bene condiviso e si mobilita per preservarlo, il risultato va oltre il recupero di un edificio: rafforza il senso di appartenenza e il legame con il territorio”.
Tra le persone che hanno contribuito a promuovere l’iniziativa figura Marco Collini, già direttore della struttura di Chirurgia maxillo-facciale del Carlo Poma, che ha coordinato la raccolta fondi anche grazie al proprio legame con i frati cappuccini. Collini ha ricordato il valore della chiesa nella vita dell’ospedale e del quartiere Te-Brunetti, richiamando le numerose esperienze personali e familiari che si sono intrecciate con la sua storia.
“Alla fine degli anni Cinquanta il vescovo unì il Carlo Poma alla parrocchia di Te-Brunetti. Tanti parrocchiani di quel quartiere e persone ricoverate in ospedale non potranno che rievocare momenti salienti della propria esistenza. Chi si è sposato in San Camillo; chi ha battezzato un figlio; e chi non ha dato l’ultimo saluto a un familiare. E ancora, come non rammentare le visite in corsia e l’olio degli infermi somministrato a un congiunto da uno di questi Padri? Nel 2013 si costituiva un comitato per il restauro della chiesa, di cui io ho fatto parte insieme all’allora direttore generale Luca Stucchi e agli imprenditori Pier Luigi Ceccardi, Paolo Levoni e Ruggero Ceriali. L’Ordine dei medici chirurghi di Mantova aderiva alla raccolta fondi, deliberando un contributo di 5.000 euro”.
I lavori di ristrutturazione
La chiesa di San Camillo si trova nei pressi del parcheggio di strada Lago Paiolo, accanto alla postazione di AAT 118. L’edificio era stato chiuso nel 2012 a causa dei danni strutturali e del progressivo deterioramento, aggravati dal terremoto. L’intervento di ristrutturazione e adeguamento ha comportato un investimento complessivo superiore a 234.500 euro. I lavori hanno riguardato in particolare il completo rifacimento della struttura portante della copertura, necessario per ripristinare le condizioni di sicurezza e consentire nuovamente l’utilizzo dell’edificio.
Il progetto di recupero ha permesso così di salvaguardare un elemento significativo del patrimonio storico e religioso dell’ospedale mantovano, restituendolo alla sua funzione originaria.
La storia della chiesa di San Camillo al Carlo Poma
Le origini della chiesa risalgono al progetto del 1926, che prevedeva la realizzazione di un tempio e di una serie di spazi accessori, tra cui la casa dei cappellani, le camere mortuarie e i locali destinati alle autopsie. Il complesso era stato concepito come un insieme autonomo, in linea con l’organizzazione a padiglioni dell’area ospedaliera.
Dal punto di vista architettonico, l’edificio si caratterizza per uno stile romantico ispirato a modelli nordici di derivazione medievale. L’interno presenta un’unica aula, dalla quale un grande arco introduce al presbiterio, sopraelevato rispetto allo spazio riservato all’assemblea attraverso una gradinata.
Gli edifici vennero affidati ai padri camilliani e l’oratorio fu dedicato a San Camillo de Lellis, fondatore della congregazione religiosa. La chiesa fu inaugurata il 28 ottobre 1929, insieme al nuovo ospedale civico di Mantova.
Nella pubblicazione Il Nuovo Ospedale Civico di Mantova, realizzata in occasione dell’inaugurazione, si legge:
“La chiesa, di elegante architettura, è aperta anche al pubblico per la messa nelle domeniche ed altre festività religiose. La camera mortuaria comprende la sala delle autopsie, il gabinetto necroscopico e la sala di riconoscimento e di deposito”.
Con la riapertura, San Camillo torna dunque a essere un punto di riferimento per la comunità mantovana e per chi vive quotidianamente l’ospedale Carlo Poma, dopo un lungo periodo di chiusura e un percorso di recupero sostenuto dalla partecipazione del territorio.



