Un 29enne è stato arrestato a Suzzara dopo aver tentato di truffare una coppia di anziani fingendosi un maresciallo dei Carabinieri. I militari hanno recuperato denaro e gioielli per circa 10mila euro, restituendoli ai proprietari.
Finto carabiniere
Un intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di sventare una truffa ai danni di una coppia di anziani a Suzzara, e di recuperare denaro contante e gioielli per un valore complessivo di circa 10mila euro. Nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre 2026, un 29enne originario di Napoli è stato arrestato dopo essere stato sorpreso nell’abitazione delle vittime mentre cercava di farsi consegnare i preziosi, spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri.
L’operazione è stata condotta dai militari delle Stazioni di Suzzara e Gonzaga, impegnati nelle attività di controllo del territorio e di contrasto ai reati commessi ai danni delle persone più vulnerabili.
La telefonata del falso maresciallo
Il raggiro era iniziato con una telefonata alla coppia, composta da una donna di 62 anni e da un uomo di 83. Dall’altra parte del telefono, un individuo che si era presentato come un maresciallo dei Carabinieri aveva raccontato che nella zona si era verificata una rapina e che parte della refurtiva avrebbe potuto trovarsi proprio nella loro abitazione.
Con un tono autorevole e rassicurante, il sedicente militare aveva quindi invitato l’anziano a recarsi alla caserma di Suzzara, facendo leva sulla sua buona fede e sulla fiducia riposta nelle forze dell’ordine.
Convinto di dover collaborare con i veri Carabinieri, l’83enne era uscito di casa e si era incamminato verso la caserma, lasciando la moglie nell’abitazione. Un passaggio che avrebbe potuto favorire il piano del truffatore, rimasto invece vittima di un imprevisto.
L’incontro con la pattuglia
Durante il tragitto, l’anziano ha incontrato una pattuglia dei Carabinieri di Suzzara, impegnata nei servizi di controllo concordati nell’ambito delle iniziative per l’ordine e la sicurezza pubblica promosse in Prefettura dal prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi.
L’uomo si è avvicinato ai militari, spiegando di avere un appuntamento in caserma dopo aver ricevuto la telefonata del presunto maresciallo. Ascoltato il racconto, i Carabinieri hanno intuito che potesse trattarsi di un tentativo di truffa e hanno immediatamente allertato la centrale operativa, chiedendo ai colleghi della Stazione di Gonzaga di raggiungere l’abitazione della coppia.
I gioielli sul tavolo e il truffatore in casa
Arrivati all’indirizzo indicato, i militari di Gonzaga hanno notato che la porta d’ingresso era socchiusa. Una volta entrati, si sono trovati davanti una scena che ha confermato i sospetti: sul tavolo erano stati sistemati diversi gioielli e un giovane stava parlando con la proprietaria di casa.
La donna ha raccontato ai Carabinieri in uniforme che il ragazzo si era presentato poco prima qualificandosi come maresciallo e che lei stava per consegnargli i preziosi, proprio come le era stato richiesto durante la telefonata.
L’intervento ha consentito di interrompere la consegna e di bloccare il presunto responsabile prima che potesse allontanarsi con il bottino. La ricostruzione dei militari ha permesso di delineare il meccanismo del raggiro, basato sull’invenzione di una rapina e sull’utilizzo fraudolento dell’identità delle forze dell’ordine.
Arrestato 29enne
Il 29enne è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata in concorso, secondo quanto riferito dai Carabinieri. Al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato nelle camere di sicurezza del Comando, in attesa del giudizio per direttissima.
Il denaro contante e i monili in oro, per un valore complessivo stimato in circa 10mila euro, sono stati interamente recuperati. Su disposizione della Procura della Repubblica di Mantova, i beni sono stati restituiti ai legittimi proprietari.
L’operazione ha permesso non soltanto di evitare la perdita economica, ma anche di interrompere un raggiro che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti per la coppia. Secondo quanto riferito dall’Arma, la donna ha voluto abbracciare e ringraziare i militari intervenuti, ritrovando la fiducia nei veri Carabinieri dopo aver creduto di avere a che fare con un rappresentante dell’Arma.
Truffe agli anziani, il danno va oltre il denaro
Le truffe messe a segno attraverso false telefonate delle forze dell’ordine possono provocare conseguenze che vanno ben oltre la perdita di denaro e oggetti di valore. I malviventi sfruttano la paura, la confusione e il rispetto per l’autorità per indurre le vittime a collaborare, spesso senza lasciare loro il tempo di verificare quanto viene raccontato.
Per le persone anziane, il danno può tradursi anche in una perdita di serenità e sicurezza all’interno della propria casa, oltre che in una profonda difficoltà a fidarsi nuovamente degli altri. Per questo motivo, l’attività dei Carabinieri comprende sia il contrasto ai responsabili sia le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione, con particolare attenzione alle fasce più esposte.
L’appello dei Carabinieri
Dopo l’intervento di Suzzara, l’Arma rinnova l’invito ai cittadini, soprattutto agli anziani e ai loro familiari, a prestare attenzione alle telefonate sospette e alle richieste di denaro o oggetti preziosi avanzate da persone che dichiarano di appartenere alle forze dell’ordine.
In caso di dubbi, la raccomandazione è di non consegnare contanti, gioielli o altri beni e di contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 per verificare la situazione.
I Carabinieri ricordano infatti che nessun appartenente all’Arma chiede di consegnare denaro o preziosi a domicilio con il pretesto di verificare un’eventuale refurtiva. La tempestiva segnalazione di comportamenti anomali può rivelarsi decisiva per impedire che il raggiro venga portato a termine.
