Un cittadino marocchino condannato per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale è stato espulso dall’Italia e rimpatriato in Marocco l’8 ottobre 2026. La Polizia di Stato di Mantova ha eseguito il provvedimento dopo il diniego del permesso di soggiorno e la convalida dell’accompagnamento alla frontiera da parte del Giudice di Pace.
Espulso cittadino marocchino
Un cittadino marocchino condannato per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale è stato espulso dall’Italia e rimpatriato nel Paese d’origine. L’operazione è stata portata a termine l’8 ottobre 2026 dalla Polizia di Stato di Mantova, in seguito al provvedimento firmato dal prefetto Roberto Bolognesi e all’ordine di accompagnamento alla frontiera disposto dalle autorità competenti.
Il provvedimento
L’espulsione è stata eseguita dal questore di Mantova, Guglielmo Toscano, al termine di un’attività istruttoria condotta dall’Ufficio Immigrazione della Questura. L’iter amministrativo aveva portato al diniego del titolo di soggiorno nei confronti dell’uomo, gravato da precedenti penali per reati di particolare gravità.
Il cittadino marocchino era già stato destinatario anche della misura di prevenzione dell’avviso orale, adottata in considerazione della sua condotta e della propensione alla commissione di reati.
Il rimpatrio
Una volta emesso il decreto di espulsione, è stato disposto l’accompagnamento immediato alla frontiera. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Giudice di Pace in udienza. Gli agenti della Polizia di Stato hanno quindi accompagnato l’uomo all’aeroporto di Bologna Marconi, dove è stato imbarcato su un volo diretto in Marocco, il suo Paese d’origine.
I controlli contro l’immigrazione irregolare
L’intervento rientra nell’attività svolta dalla Questura di Mantova per contrastare l’immigrazione irregolare e dare esecuzione ai provvedimenti di allontanamento nei confronti di cittadini stranieri che, in base alle valutazioni delle autorità competenti, rappresentano un rischio per la sicurezza pubblica.