REGIONE LOMBARDIA

Canneto sull’Oglio capitale del florovivaismo: piano regionale contro i danni del meteo

Dalle polizze Ismea alle nuove tecnologie, la ricetta per salvare il polo delle latifoglie mantovano

Canneto sull’Oglio capitale del florovivaismo: piano regionale contro i danni del meteo

Il distretto vivaistico di Canneto sull’Oglio, eccellenza da 250 milioni di export, fa i conti con danni fino al 40% legati al maltempo estivo. Regione Lombardia e le associazioni di categoria promuovono nuove tutele assicurative e innovazione per sostenere le imprese locali.

Canneto sull’Oglio capitale del florovivaismo

Le violente grandinate, le trombe d’aria e le ondate di calore che si sono abbattute sul Mantovano durante i mesi estivi hanno messo a dura prova uno dei cuori pulsanti dell’economia florovivaistica europea. A Canneto sull’Oglio, capitale della latifoglia con un fatturato d’esportazione che supera i 250 milioni di euro, il comparto fa i conti con danni pesantissimi. È in questo scenario di emergenza climatica che si è svolta la sesta edizione del convegno “Il verde del futuro”, promosso dal distretto PlantaRegina in collaborazione con Assofloro e Coldiretti Mantova.

Il meeting è diventato l’occasione per fare il punto sulla tenuta di un settore che rappresenta una vera e propria colonna portante dell’agricoltura lombarda, capace di generare oltre 300 milioni di euro di fatturato complessivo a livello regionale, aggregando quasi 5mila imprese e più di 10mila lavoratori.

Comparto strategico

Il territorio di Canneto sull’Oglio conta quasi 1.000 ettari coltivati e oltre 1.000 addetti impiegati nelle aziende locali. Un patrimonio economico e ambientale insediato nel Mantovano che tuttavia quest’anno ha subito un duro colpo, come ha sottolineato il presidente del Distretto PlantaRegina, Stefano Zecchina, ricordando come il comparto sia stato “duramente colpito nel corso dell’estate da eventi catastrofali sul piano meteo-climatico, dalle ondate di calore alle trombe d’aria, fino alla grandine, riportando perdite al 40% della produzione”.

Per rispondere a questa situazione, l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, ha annunciato una presenza istituzionale importante sul territorio:

“Il prossimo 6 ottobre sarà in visita al distretto vivaistico di Canneto sull’Oglio e al Servizio Fitopatologico di Regione Lombardia il sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra. Il comparto è infatti uno dei pilastri dell’agricoltura lombarda, con più di 300 milioni di euro di fatturato a livello regionale, quasi 5.000 aziende, più di 10.000 addetti, alle prese con sfide epocali, a partire dai cambiamenti climatici”.

L’assessore Alessandro Beduschi

Assicurazioni, ricerca e la sfida della Popilia japonica

Di fronte alla rivoluzione climatica, la priorità degli operatori riguarda l’accesso a coperture assicurative più efficienti e sostenibili sul piano economico. Su questo fronte Beduschi, nella sua veste di consigliere dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare (Ismea), ha spiegato che “con Ismea stiamo valutando formule in grado di aumentare l’offerta assicurativa, magari attraverso soluzioni specifiche per il florovivaismo, diminuendo allo stesso tempo i costi per gli operatori e la proposta avanzata dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, di valutare l’obbligo assicurativo nel settore agricolo, così da diminuire l’impatto di spesa, è una delle ipotesi che dovrà essere valutata sia con il ministero dell’Agricoltura che all’interno della prossima programmazione della Politica agricola comune”.

L’assessore ha poi aggiunto che ricerca e innovazione risulteranno fondamentali “così da definire polizze parametriche più efficienti, ma anche per rendere più tempestivi gli interventi in campo delle assicurazioni e nei ristori ai danni”.

Oltre al meteo, tra i pericoli più urgenti discorsi al convegno c’è l’emergenza legata al parassita Popilia japonica. A tal proposito la presidente di Assofloro, Nada Forbici, ha ribadito la necessità di un’azione coordinata:

“È necessario aumentare le risorse a disposizione dei Servizi Fitosanitari in tutte le Regioni e dialogare con Bruxelles per il declassamento di un insetto che non è più eradicabile”.

Nuove tecnologie

Durante gli interventi dei tecnici e dei rappresentanti di categoria, l’attenzione si è concentrata sulle strategie a lungo termine per salvaguardare la competitività e la resilienza delle piante. Il professor Gianni Giglioli dell’Università di Brescia ha raccomandato di migliorare “gli strumenti di analisi e gestione del rischio”.

Da parte sua Mario Faro, presidente della Consulta nazionale del Florovivaismo di Coldiretti, ha posto l’accento sulle soluzioni tecnologiche avanzate, suggerendo di operare nell’ambito delle Tecniche di evoluzione assistita (Tea) e della ricerca in campo come risposte concrete per incrementare la sostenibilità e la resistenza vegetale.

Inoltre, il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, ha sottolineato l’importanza di potenziare la proiezione internazionale del Made in Italy verde “potenziando i contratti di coltivazione, sostenendo l’export, individuando risorse per indennizzare gli agricoltori colpiti dagli eventi calamitosi e investendo in ricerca e sviluppo”.

Un passaggio fondamentale è infine rappresentato dal recente approdo della legge quadro del florovivaismo, giunta dopo anni d’attesa per certificare la professionalità delle aziende e il valore del verde per la salute pubblica.

“È essenziale – ha concluso il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani – lavorare con le istituzioni, perché il settore ha bisogno di certezze”.