Regione Lombardia ha approvato una delibera per chiedere al Governo lo stato di calamità per il Mantovano, colpito dal fortunale di luglio. L’obiettivo è risarcire 22 Comuni e oltre 30 milioni di euro di danni a strutture e raccolti agricoli.
Danni da maltempo nel Mantovano
Un’ampia fascia della provincia virgiliana in ginocchio dopo le violente avversità atmosferiche di mezza estate, ma dalla Regione arriva il primo passo concreto verso i ristori per il comparto agricolo. La Giunta regionale della Lombardia ha approvato ufficialmente la delibera per il riconoscimento dell’eccezionalità degli eventi meteo estremi che lo scorso 15 e 20 luglio si sono abbattuti su una vasta porzione del territorio mantovano, flagellato da grandinate e raffiche di vento.
L’atto formalizza la richiesta all’indirizzo del Masaf (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste) per ottenere la declaratoria di eccezionalità e accedere alle risorse del Fondo di Solidarietà Nazionale. L’obiettivo è compensare le gravissime perdite subite dalle aziende agricole locali su strutture, attrezzature, serre e scorte di magazzino.
Il piano di sostegno della Regione
La proposta formulata e portata in Giunta porta la firma dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, il mantovano Alessandro Beduschi, che ha sottolineato la vicinanza delle istituzioni ai lavoratori della terra:
“Regione Lombardia è al fianco degli agricoltori e delle imprese che hanno subito danni legati ad eventi meteorologici di eccezionale gravità e, nel rispetto delle normative e dei requisiti di legge che impongono di muoversi entro parametri ben definiti, la giunta regionale richiede l’intervento del Masaf (Fondo di Solidarietà Nazionale) per garantire un ristoro agli imprenditori agricoli colpiti”.

I 22 Comuni colpiti
La delibera definisce con precisione il perimetro geografico del disastro. Si tratta di un’area che si estende su ben 13.000 ettari di Superficie Agricola Utile (SAU). Sono 22 i Comuni mantovani rientrati nella perimetrazione ufficiale dei danni:
- Alto Mantovano e Oglio-Po: Acquanegra sul Chiese, Asola, Canneto sull’Oglio, Casalromano, Mariana Mantovana, Commessaggio, Gazzuolo, Marcaria, Viadana.
- Hinterland e Destra Secchia: Bagnolo San Vito, Borgo Virgilio, Castellucchio, Suzzara, Motteggiana, Gonzaga, Pegognaga, San Benedetto Po, Moglia.
- Oltrepò Mantovano: Borgocarbonara, San Giovanni del Dosso, Sermide e Felonica, Sustinente.
Stimati oltre 30 milioni di danni
I numeri emersi dai sopralluoghi e dagli accertamenti tecnici tracciano un quadro drammatico per l’economia agricola del Mantovano. Il danno complessivo legato strettamente alle strutture, agli impianti e alle scorte aziendali – per cui è stato attivato il Fondo di Solidarietà Nazionale – ammonta a circa 12,2 milioni di euro. Una cifra enorme se rapportata alla Produzione Lorda Vendibile (PLV) media triennale della zona (38,8 milioni di euro), su cui pesa con un’incidenza del 31,39%.
A questi si aggiungono i devastanti effetti sulle colture in campo: gli accertamenti nelle aree colpite stima perdite dirette per oltre 18,2 milioni di euro, dato che abbatte di oltre il 46% la Produzione Lorda Vendibile ordinaria.
Richiesta di deroghe per vivai, serre e orticole
Poiché gran parte dei raccolti colpiti rientra tra le colture teoricamente assicurabili tramite il Piano Gestione dei Rischi, il Pirellone ha formalmente chiesto al Ministero la possibilità di emanare apposite norme in deroga. L’obiettivo è rendere indennizzabili anche quelle tipologie di beni e strutture aziendali (come vivai, serre e impianti produttivi) che attualmente risultano escluse dai normali canali di risarcimento.
L’ondata di maltempo ha infatti raso al suolo o compromesso gravemente le produzioni simbolo del territorio:
- Grandi colture: Mais da granella e da insilato.
- Frutteti e vigneti: Particolarmente colpiti i pereti, i meleti e i filari di uva da vino.
- Ortofrutta in pieno campo: Pomodori da industria, zucche, meloni, cocomeri, insalate e ortaggi vari.
- Serre e vivai: Danni ingenti alle strutture e alle coltivazioni coperte di meloni e cocomeri.