TRAGICA CORSA

Rally 1000 Miglia, pilota manovano indagato per omicidio colposo dopo la morte di uno spettatore

Alessandro Zorzi, 50 anni, è sotto inchiesta per l’investimento mortale avvenuto durante la prova speciale Bione, in territorio di Casto, nel Bresciano. Gli investigatori analizzeranno anche i dati della centralina della Skoda Fabia per ricostruire la dinamica dell’incidente

Rally 1000 Miglia, pilota manovano indagato per omicidio colposo dopo la morte di uno spettatore

Il pilota di Solferino Alessandro Zorzi è indagato per omicidio colposo dopo aver investito mortalmente a Casto (BS), durante il Rally 1000 Miglia, il 63enne Francesco De Pasquale. La Procura di Brescia sta ricostruendo la dinamica dell’incidente, anche attraverso l’analisi della centralina della Skoda Fabia e le testimonianze dei presenti.

Rally 1000 Miglia, indagato pilota mantovano

Sarà soprattutto la ricostruzione della dinamica dell’incidente a chiarire cosa sia accaduto sabato in Valsabbia, durante il Rally 1000 Miglia. Nel territorio di Casto, nel Bresciano, la Skoda Fabia condotta dal pilota mantovano Alessandro Zorzi, 50 anni, residente a Solferino, è uscita di strada durante la prova speciale Bione e ha travolto Francesco De Pasquale, 63 anni, originario di Caselle Torinese.

L’uomo, che stava assistendo alla competizione insieme alla moglie e alla figlia, è morto nell’impatto. Per la tragedia Zorzi è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo.

Sotto esame la centralina dell’auto

Tra gli elementi ritenuti fondamentali dagli investigatori ci sono i dati contenuti nella centralina elettronica della vettura. Il dispositivo potrebbe fornire informazioni preziose sulla condotta dell’auto nei momenti immediatamente precedenti all’investimento, registrando parametri come frenate e accelerazioni.

La centralina della Skoda Fabia dell’equipaggio Zorzi-Berisonzi sarà quindi sottoposta agli accertamenti tecnici disposti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia.

I rilievi della Polizia Stradale

Nel frattempo sono proseguiti per ore i rilievi sul luogo dell’incidente e l’attività investigativa negli uffici della Polizia Stradale di Salò. Gli agenti hanno raccolto gli elementi necessari per ricostruire con precisione quanto avvenuto lungo il tracciato della prova speciale.

Sul manto stradale, in prossimità della curva teatro dell’incidente, sarebbero stati individuati i segni di una lunga frenata. La vettura è poi finita in un campo riportando evidenti danni. Al termine degli accertamenti, la Skoda Fabia è stata posta sotto sequestro.

Perché omicidio colposo

Un aspetto centrale dell’inchiesta riguarda il punto esatto in cui si è verificato l’investimento. L’incidente è avvenuto infatti mentre il tratto di strada era ancora inserito nel percorso della competizione. Per questo motivo l’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo e non di omicidio stradale.

La Procura dovrà ora stabilire quali siano state le cause che hanno portato la vettura a perdere il controllo e a uscire dal tracciato, travolgendo lo spettatore.

L’inchiesta

Gli atti raccolti dalla Polizia Stradale di Salò sono già stati trasmessi alla Procura di Brescia, che coordina gli accertamenti. Oltre agli accertamenti tecnici sulla vettura, saranno fondamentali anche le testimonianze delle persone che si trovavano sul posto, in particolare di chi era presente nella zona del traguardo della prova speciale.

Appassionato di rally

Francesco De Pasquale, residente nel Torinese, era un appassionato di rally e aveva scelto di assistere alla gara insieme ai familiari. I soccorsi erano intervenuti rapidamente dopo l’investimento, ma per il 63enne non c’è stato nulla da fare: i primi accertamenti hanno evidenziato traumi multipli agli arti, al cranio e allo sterno.

Gara sospesa dopo l’incidente

Dopo l’investimento mortale, la manifestazione è stata interrotta e sono state annullate le prove ancora in programma. Restano ora da chiarire le circostanze precise che hanno portato all’uscita di strada della Skoda Fabia. Zorzi, imprenditore edile e pilota con una lunga esperienza nel mondo dei rally, è al momento l’unico indagato nell’inchiesta.