Nel tardo pomeriggio del 27 agosto a Poggio Rusco, un operaio 47enne è stato trovato privo di vita sul retro dell’azienda “Fertben” a causa di un improvviso arresto cardiovascolare. A far scattare le ricerche è stata la compagna, allarmata dal suo mancato rientro a casa al termine del turno di lavoro.
Tragedia a Poggio Rusco
Tragedia nella Bassa Mantovana nel pomeriggio di giovedì 27 agosto 2026. Un malore improvviso al termine del turno di lavoro non ha lasciato scampo a Giovanni Chiari, operaio di 47 anni residente a Concordia (MO), rinvenuto privo di vita nel piazzale posteriore dell’azienda in cui lavorava.
Il mancato rientro a casa
La tragedia si è consumata presso la sede della “Fertben”, nota ditta di fertilizzanti situata in via Marconi a Poggio Rusco. Secondo quanto ricostruito, il 47enne aveva svolto regolarmente la sua giornata lavorativa: un collega lo aveva visto operativo attorno alle ore 15:00 e il suo turno si sarebbe dovuto concludere alle 16:30.
A far scattare i soccorsi è stata la compagna dell’uomo. Non vedendolo rincasare all’orario consueto e non riuscendo a mettersi in contatto con lui, la donna ha telefonato al datore di lavoro per chiedere notizie. Il titolare dell’azienda si è subito messo a cercare l’operaio all’interno della struttura, fino a fare la drammatica scoperta sul retro dello stabilimento, dove il corpo giaceva a terra ormai esanime.
Inutili i soccorsi
Immediata la chiamata ai numeri di emergenza. Sul posto sono giunti gli operatori sanitari del 118, ma per il 47enne non c’era ormai più nulla da fare: il medico legale presente ha potuto soltanto constatarne il decesso, sopraggiunto per un improvviso arresto cardiovascolare.
In via Marconi sono tempestivamente intervenuti i Carabinieri della Stazione di Poggio Rusco e della Stazione di Sermide per effettuare i rilievi di rito e ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, insieme ai tecnici dell’Ats (Agenzia Tutela della Salute) previsti per i protocolli negli ambienti di lavoro.
Trattandosi di un decesso per cause naturali (arresto cardiaco improvviso), l’Autorità Giudiziaria non ha ritenuto necessario disporre ulteriori approfondimenti autoptici. La salma di Giovanni Chiari è stata quindi restituita ai familiari e alla compagna per l’organizzazione delle esequie.