FIGISC Confcommercio Mantova interviene sul dibattito dopo il taglio dell’accisa sul gasolio, chiarendo che i gestori non determinano i prezzi alla pompa e non sono responsabili delle variazioni. L’associazione spiega che il costo dei carburanti dipende da quotazioni internazionali, tassazione, logistica e contratti di fornitura.
La riduzione del prezzo alla pompa dopo il taglio delle accise
La riduzione dell’accisa sul gasolio non ha prodotto un calo immediato dei prezzi alla pompa pari alle attese e il tema ha riacceso il dibattito sulle dinamiche del mercato dei carburanti. A intervenire per fare chiarezza è FIGISC Confcommercio Mantova, che difende il ruolo dei gestori degli impianti di distribuzione e respinge le accuse di possibili speculazioni.
Secondo le elaborazioni di Staffetta Quotidiana sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tra il 27 e il 29 luglio 2026 il prezzo medio del gasolio self è diminuito di circa 11 centesimi al litro. La riduzione è stata più marcata negli impianti dei grandi marchi petroliferi, con un calo di circa 13 centesimi al litro, mentre nelle cosiddette pompe bianche e negli impianti indipendenti la diminuzione si è attestata intorno agli 8 centesimi.
Nello stesso periodo è diminuito anche il numero dei distributori che praticavano prezzi superiori ai 2 euro al litro.
La differenza rispetto al taglio dell’accisa
Il calo registrato alla pompa, tuttavia, è risultato inferiore rispetto ai circa 17 centesimi al litro, IVA compresa, che erano attesi dalla riduzione dell’accisa sul gasolio entrata in vigore martedì 28 luglio 2026.
Una differenza che, secondo FIGISC Mantova, non può essere automaticamente attribuita ai gestori degli impianti. Tra i fattori che hanno inciso ci sono infatti le variazioni delle quotazioni internazionali del gasolio raffinato, aumentate nei giorni precedenti di circa 3,5 centesimi al litro, oltre alle diverse modalità di applicazione dei prezzi nei vari segmenti della rete distributiva.
“I gestori non stabiliscono i prezzi”
A intervenire sulla questione è la presidente di FIGISC Confcommercio Mantova, Franca Tasinato Frasson, che sottolinea il ruolo marginale dei gestori nella determinazione del prezzo finale.
“È sbagliato trasformare automaticamente questa differenza in un sospetto di speculazione a carico dei gestori”, afferma la presidente di FIGISC Confcommercio Mantova, Franca Tasinato Frasson. “I gestori non stabiliscono il prezzo di vendita, che viene determinato o fortemente condizionato dai fornitori sulla base dei contratti sottoscritti”.
Mercato internazionale e costi della filiera
FIGISC Mantova ricorda inoltre che il settore dei carburanti opera in un mercato liberalizzato, dove il prezzo finale è influenzato da numerosi elementi: dalle quotazioni internazionali del prodotto raffinato ai costi di trasporto, dalla logistica alla fiscalità, fino agli accordi commerciali tra aziende petrolifere e distributori.
Una situazione resa ancora più complessa dall’attuale instabilità dei mercati energetici, che può determinare variazioni anche in tempi molto rapidi. Il 29 luglio 2026, ad esempio, il prezzo del gasolio raffinato sui mercati internazionali ha registrato un incremento di circa 7 centesimi al litro.
L’appello ai consumatori: “Valutare tutti gli elementi del prezzo”
“Prima di lanciare accuse generalizzate – conclude Tasinato Frasson – è necessario considerare tutti gli elementi che compongono il prezzo: tassazione, costo del prodotto, quotazioni internazionali, logistica e contratti di fornitura. I gestori sono l’ultimo anello della filiera e non possono essere indicati come responsabili di dinamiche che non controllano”.
Con questa presa di posizione, FIGISC Confcommercio Mantova punta quindi a riportare l’attenzione sulle reali componenti del prezzo dei carburanti, distinguendo il ruolo dei distributori dalle dinamiche economiche che regolano il mercato nazionale e internazionale.