Ha ignorato il divieto di avvicinamento imposto dal giudice e si è presentato davanti alla casa dell’ex moglie, cercando di entrare con la forza. L’intervento dei carabinieri ha portato all’arresto.
Bozzolo: viola il divieto e va a casa dell’ex moglie
L’episodio si è verificato nella serata di martedì 28 luglio 2026 a Bozzolo, in provincia di Mantova, dove un 45enne si è presentato davanti alla casa dell’ex moglie nonostante fosse destinatario di un provvedimento che gli vietava di avvicinarsi alla donna e alla figlia minorenne.
Secondo quanto ricostruito, avrebbe iniziato a colpire con calci e pugni il portone d’ingresso dell’abitazione, chiedendo con insistenza di poter entrare. All’interno dell’appartamento si trovavano l’ex moglie, anche lei 45enne, e la figlia di 17 anni, che hanno vissuto momenti di forte tensione.
La chiamata al 112 e l’intervento dei carabinieri
Terrorizzate dalla situazione, le malcapitate hanno contattato il 112 chiedendo l’intervento immediato delle forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una pattuglia di Carabinieri di Acquanegra sul Chiese, impegnata nei servizi di controllo del territorio predisposti nell’ambito delle attività condivise in prefettura.
I militari hanno trovato il 45enne ancora sotto l’abitazione dell’ex moglie, accertando così la violazione della misura cautelare che gli impediva di avvicinarsi alla vittima. A questo punto è stato quindi bloccato e accompagnato in caserma per gli adempimenti di rito.
Beccato mentre colpiva il portone d’ingresso
Al termine delle verifiche, il 45enne di origine indiana è stato arrestato per avere violato il divieto di avvicinamento disposto dall’autorità giudiziaria. Dopo le formalità di rito è stato trasferito nelle camere di sicurezza della caserma, dove è rimasto in attesa dell’udienza con rito direttissimo.
Non si tratta del primo episodio contestato all’uomo. Secondo quanto riferito dai carabinieri, il 45enne era già stato arrestato per la stessa violazione nell’ottobre 2025 e, successivamente, nel maggio 2026. Un elemento che evidenzia la reiterazione della condotta e il mancato rispetto del provvedimento emesso a tutela dell’ex moglie e della figlia.