I Carabinieri hanno arrestato un 20enne per spaccio dopo essere intervenuti nella sua abitazione per una lite familiare. All’interno della camera del giovane sono stati sequestrati oltre 326 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e un bilancio della contabilità illecita.
La lite familiare
Doveva essere un normale intervento per sedare una violenta lite familiare, ma si è concluso con l’arresto in flagranza di reato di un 20enne e il sequestro di un ingente quantitativo di droga. Nel pomeriggio dell’11 luglio 2026, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del N.O.R. della Compagnia di Gonzaga, supportati dai colleghi della Stazione di Quistello, hanno fatto scattare le manette ai polsi di un giovane italiano, gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tutto è iniziato intorno alle 13:50, quando la Centrale Operativa ha inviato d’urgenza una pattuglia presso un’abitazione del comune di Moglia. A far scattare la segnalazione era stato un acceso diverbio scoppiato tra il ragazzo e lo zio convivente. Una volta giunti sul posto, i militari sono stati messi al corrente dai familiari di una situazione di forte e prolungata tensione, caratterizzata da una spiccata irritabilità del 20enne. Il giovane, nel frattempo, si era barricato all’interno della propria camera da letto, rifiutando ogni contatto.
Quel forte odore oltre la porta
I Carabinieri hanno cercato pazientemente di instaurare un dialogo con il ragazzo per riportare la calma. La svolta è arrivata non appena il giovane ha deciso di aprire la porta della stanza: l’equipaggio dell’Arma è stato infatti investito da un forte e inequivocabile odore di hashish proveniente dall’interno. Compreso che la situazione era ormai compromessa, il 20enne si è diretto spontaneamente verso il letto e, sollevando il materasso, ha consegnato ai militari un primo involucro contenente circa 20 grammi di sostanza.
Scatta la perquisizione
Ritenendo che nella stanza potesse esserci dell’altro, gli operanti hanno richiesto il supporto di una seconda pattuglia e hanno avviato una meticolosa perquisizione del locale. L’intuito investigativo ha trovato presto conferma. Sopra l’armadio della camera, nascosta all’interno di una borsa frigo dotata di ghiaccio sintetico per preservarne la qualità, i Carabinieri hanno rinvenuto una busta sottovuoto contenente altri tre panetti di hashish, per un peso superiore ai 300 grammi.
Il kit dello spacciatore
Oltre alla droga, la perquisizione ha portato alla luce un vero e proprio kit per il confezionamento e la distribuzione delle dosi. All’interno di un marsupio sono state trovate decine di bustine di plastica vuote, mentre in un cassetto sono spuntati un bilancino di precisione e un taglierino ancora intriso di sostanza. L’elemento più rilevante ai fini delle indagini è stato però il ritrovamento di un “foglio mastro”: un elenco dettagliato con appuntati pesi, cifre e note relative a presunti appuntamenti con i fornitori.
Ai domiciliari
Complessivamente, i Carabinieri hanno sequestrato oltre 326 grammi di hashish e tutto il materiale correlato all’attività illecita. Informato immediatamente della situazione, il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova ha disposto per il ventenne la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida e del successivo giudizio con rito direttissimo.
È opportuno precisare che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in linea con il principio di presunzione di innocenza, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.