Un cinquantacinquenne di origine marocchina, regolarmente assunto presso l’Azienda Agricola “Fondo Gonzaga di Cabrini e Bernini soc. agr. S.s.”, è deceduto nel tardo pomeriggio di lunedì 29 giugno 2026, durante le attività di raccolta di angurie nei campi di Carbonara di Po, Borgocarbonara. L’allarme al 112 è scattato intorno alle 18, quando il bracciante agricolo, residente a Castelmassa, ha accusato un malore improvviso accasciandosi al suolo mentre operava insieme ad alcuni connazionali.
I soccorsi e gli accertamenti
Nonostante l’intervento tempestivo dell’eliambulanza proveniente dall’Ospedale Civile di Parma, dell’ambulanza inviata dall’Ospedale di Pieve di Coriano e i tentativi di rianimazione protrattisi per oltre trenta minuti, per El Haddad Thahar, nato in Marocco il 01.01.1971, non vi è stato nulla da fare.
Sul luogo dell’evento sono giunti i Carabinieri della Stazione di Poggio Rusco, impegnati nei servizi concordati e condivisi in Prefettura durante un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Dott. Roberto Bolognesi, unitamente al personale dell’ATS Val Padana.
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Disposizioni della Procura
La salma è stata trasferita presso l’obitorio dell’Ospedale Civile di Mantova in attesa dell’esame autoptico disposto dalla Procura della Repubblica. Parallelamente, le autorità competenti hanno avviato le verifiche necessarie per accertare il rispetto delle normative sul lavoro presso l’azienda agricola con sede a Magnacavallo.
Seconda fatalità nel Mantovano
Questo drammatico evento si aggiunge a un altro decesso registrato nel territorio mantovano a distanza di poche ore. Nella serata di domenica 28 giugno 2026, intorno alle 20:30, il cadavere di un trentunenne, identificato come Ayoub El Hirech, residente a Sermide, è stato rinvenuto all’interno di un fossato in via Oberdan, nella frazione Malcantone.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato colto da un malore improvviso che ne ha causato la caduta nel canale. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Stazione di Sermide per le operazioni di recupero. Il decesso è stato attribuito a un arresto cardiocircolatorio, classificato come morte naturale, e l’autorità competente ha successivamente disposto la restituzione della salma ai familiari.