Uno studio del Pronto Soccorso del “Carlo Poma” di Mantova, presentato al Congresso Nazionale SIMEU, lancia l’allarme sui catinoni sintetici. Queste nuove droghe, acquistabili online sotto falsi nomi, causano gravi sintomi neurologici e cardiaci ma restano invisibili ai comuni test tossicologici d’urgenza.
L’ombra delle droghe invisibili
Si nascondono dietro l’innocua dicitura di “sali da bagno” o “fertilizzanti per piante”, viaggiano velocemente nelle reti invisibili del mercato online e, soprattutto, sfuggono ai comuni test tossicologici d’urgenza. È la nuova frontiera delle droghe sintetiche, un’emergenza clinica e sociale silenziosa ma in forte espansione, portata alla luce da uno studio d’avanguardia condotto dall’équipe medica del Pronto Soccorso dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova e presentato di recente al Congresso Nazionale della SIMEU (Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza) a Napoli.
La “corea”
L’indagine scientifica non nasce in laboratorio, ma direttamente dalle corsie d’emergenza di ASST Mantova, a seguito di un inquietante caso clinico che ha visto protagonista un giovane di 26 anni. Il ragazzo si è presentato al Pronto Soccorso del Poma in due distinte occasioni, a cavallo tra il 2024 e il 2025, manifestando una sintomatologia neurologica acuta e fortemente invalidante.
I medici si sono trovati di fronte alla “corea”: una condizione rara caratterizzata da movimenti involontari, bruschi e del tutto incontrollati del corpo. Gli accertamenti approfonditi hanno rivelato la causa scatenante: una severa intossicazione da catinoni sintetici. Una volta stabilizzato dal punto di vista clinico, il paziente è stato preso in carico dai professionisti e dai servizi specialistici del SerD (Servizio Dipendenze) per avviare un percorso di recupero e supporto terapeutico.
L’identikit dei catinoni
I catinoni sintetici rappresentano una delle famiglie più pericolose tra le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS). Si tratta di droghe “progettate a tavolino” in laboratori clandestini per replicare o amplificare gli effetti stimolanti di sostanze illegali ben note, come la cocaina e le anfetamine. La loro diffusione è pericolosamente alimentata da strategie di marketing ingannevoli sul web: i produttori modificano costantemente le molecole per aggirare le tabelle delle sostanze stupefacenti e commercializzano i prodotti con la dicitura “non destinato al consumo umano”, vendendoli appunto come “bath salts” o “plant food”.
Queste sostanze possono causare gravissime complicanze che colpiscono diversi organi:
- Effetti neurologici e psichiatrici: forte agitazione psicomotoria, allucinazioni visive e uditive, psicosi acute, deliri e movimenti coreici involontari.
- Effetti cardiovascolari severi: tachicardia, ipertensione arteriosa grave, dolore toracico acuto, con il rischio concreto di infarti, ictus o collassi cardiocircolatori.
“Invisibili” ai test rapidi
Il vero moltiplicatore di rischio di questo fenomeno risiede nella difficoltà di diagnosi immediata. Il personale medico dell’emergenza si trova infatti a combattere contro un nemico letteralmente invisibile agli strumenti tradizionali.
“L’aumento esponenziale del consumo di queste nuove sostanze psicoattive rende ormai fondamentale il riconoscimento precoce dei segni clinici di intossicazione da parte del medico”, spiegano gli autori della ricerca. “Questo perché tali composti chimici non vengono minimamente rilevati dai comuni test tossicologici di screening utilizzati di routine nei Pronto Soccorso”.
Il medico non può quindi affidarsi alle classiche analisi delle urine o del sangue per avere una conferma immediata: la diagnosi deve necessariamente basarsi sull’osservazione dei sintomi, sulla conoscenza approfondita della tossicologia moderna e su un altissimo livello di sospetto clinico.
Un network scientifico
La ricerca scientifica porta la firma di un gruppo di professionisti in prima linea nell’emergenza mantovana e lombarda: Massimo Amato, direttore della Medicina d’Urgenza, del Pronto Soccorso e del Dipartimento di Emergenza Urgenza del Poma; il medico Dario Benazzi; e le specializzande dell’Università degli Studi di Milano, Beatrice Maria Casati e Lara Zanisi.
L’obiettivo primario della presentazione del lavoro al prestigioso palcoscenico della SIMEU a Napoli è sensibilizzare la comunità medica nazionale. Di fronte a un mercato della droga in evoluzione farmacologica permanente, lo studio lancia un appello chiaro: sono necessari aggiornamento continuo, protocolli clinici dedicati e una forte capacità di reazione per riconoscere tempestivamente quadri clinici bizzarri o complessi, che se ignorati possono rivelarsi fatali.