Il Giudice di Pace di Mantova ha annullato una multa per eccesso di velocità inflitta a Enrico Rizzi, poiché l’autovelox non era omologato. Per l’attivista si tratta della terza vittoria legale in un anno contro le sanzioni stradali della Pubblica Amministrazione.
Autovelox non omologati
Le regole valgono per tutti, anche per lo Stato e le amministrazioni locali. È questo il principio cardine che emerge dall’ennesima pronuncia giudiziaria in materia di sicurezza stradale e sanzioni amministrative. Il Giudice di Pace di Mantova ha inferto un nuovo duro colpo alla prassi dei controlli di velocità automatici non perfettamente in linea con i dettami legislativi, accogliendo il ricorso presentato dall’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi. Per Rizzi si tratta della terza vittoria legale consecutiva nell’arco degli ultimi dodici mesi, un risultato che riapre con forza il dibattito sulla legittimità dei dispositivi di rilevamento utilizzati dai comuni.
Il verdetto
Con una sentenza pronunciata il 3 giugno 2026, il Giudice di Pace di Mantova ha cancellato definitivamente sia il verbale di contestazione per eccesso di velocità sia la successiva ordinanza di ingiunzione che era stata emessa dalla Prefettura. La decisione del magistrato non è arrivata per un vizio di forma secondario, ma ha colpito il cuore stesso della procedura di accertamento dell’infrazione.
Il ricorso è stato infatti ritenuto pienamente fondato nella parte in cui eccepiva la mancata prova dell’omologazione dell’apparecchiatura velox. Nella motivazione, il Giudice ha richiamato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, ribadendo che un accertamento non può essere considerato legittimo se effettuato con strumenti che hanno ottenuto soltanto l’approvazione ministeriale ma non la specifica e distinta omologazione.
L’annuncio via social
La notizia del successo giudiziario è stata diffusa dallo stesso Enrico Rizzi attraverso i suoi canali ufficiali. L’attivista ha scelto la sua pagina Facebook per informare i suoi oltre 750 mila followers del verdetto della cancelleria di Mantova, raccogliendo immediatamente migliaia di interazioni e commenti da parte di cittadini che lamentano analoghi provvedimenti da parte degli enti locali.
“Le istituzioni diano l’esempio”
L’esito del giudizio rappresenta per Rizzi un’importante conferma di una battaglia di principio che intende portare avanti non solo per se stesso, ma per l’intera collettività.
“I cittadini hanno il dovere di rispettare le regole e io sono il primo a sostenerlo. Ma le Istituzioni devono essere le prime a dare l’esempio. Se un cittadino circola senza assicurazione o revisione viene giustamente sanzionato. Non si comprende per quale motivo alcuni enti pubblici possano continuare a pretendere il rispetto delle regole senza rispettarle essi stessi”, dichiara Enrico Rizzi.
L’attivista ha poi voluto chiarire la natura della sua iniziativa legale, precisando che non si tratta di una contestazione strumentale contro la prevenzione dei sinistri stradali.
“Questa non è una battaglia contro i controlli sulle strade, che considero fondamentali per la sicurezza di tutti. È una battaglia per la legalità e per il rispetto delle norme da parte di chi le applica. Nessuno deve essere al di sopra della legge, nemmeno la Pubblica Amministrazione”.
Sistema da rifondare
La terza pronuncia favorevole ottenuta in un anno solare su contestazioni della medesima natura accende una luce d’allarme sulla gestione dei sistemi di controllo elettronici nel territorio. Secondo l’attivista, i numeri dimostrano che non si tratta di casi isolati, ma di una prassi diffusa che necessita di un intervento strutturale da parte degli enti locali e dei ministeri competenti.
“I Comuni non possono fare cassa sulla pelle dei cittadini. La sicurezza stradale è una cosa seria e deve essere perseguita nel pieno rispetto della legge. Continuerò a difendere i miei diritti, quelli degli animali e di tutti i cittadini ogni volta che verranno violati”.