Non è solo una questione di bilanci che non tornano o di fatturato che cala. Quando una serranda si abbassa definitivamente in una via di Mantova, a perdersi non è solo un’attività economica, ma un pezzo di sicurezza collettiva. Le vetrine buie diventano rapidamente zone d’ombra dove proliferano microcriminalità e vandalismo.
È questo il grido d’allarme lanciato dalle imprese del terziario mantovano all’indomani della Giornata nazionale della Legalità “Legalità, ci piace!”, un monito che trasforma la sicurezza da tema astratto a priorità assoluta per la sopravvivenza dei centri abitati.
Se muore il negozio, muore il quartiere
L’edizione 2026 della manifestazione promossa da Confcommercio parla chiaro sin dallo slogan: “Più negozi e più sicurezza per contrastare la desertificazione”. Il concetto è semplice ma vitale: i negozianti sono le prime “sentinelle” del territorio.
Lamberto Manzoli, presidente di Confcommercio Mantova, sottolinea come la legalità sia il prerequisito per ogni investimento. I numeri, purtroppo, confermano l’urgenza: il 31% delle imprese del Nord Ovest (con Mantova in linea con il dato) ha registrato un peggioramento della sicurezza nel 2025. Ancora più netto è il legame tra abbandono e crimine: il 53,8% degli imprenditori è convinto che i locali sfitti siano il principale volano per il degrado urbano.
“Legalità e sicurezza rappresentano condizioni essenziali per consentire alle imprese di operare, investire e continuare a garantire servizi, occupazione e presidio del territorio – sottolinea Lamberto Manzoli –. I dati dell’indagine Confcommercio evidenziano infatti come il 31% delle imprese del terziario del Nord Ovest, e la percentuale mantovana è in linea, segnali un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025 e come il 53,8% ritenga che la presenza di negozi sfitti favorisca microcriminalità e vandalismo. Quando chiudono le attività economiche si indeboliscono non solo il tessuto imprenditoriale, ma anche la qualità della vita delle nostre comunità. La presenza diffusa delle imprese nei centri storici e nei quartieri contribuisce invece a creare socialità, presidio e maggiore tranquillità. Non a caso l’80,2% delle imprese chiede maggiori presidi nei territori più esposti alla microcriminalità”.
Taccheggi e rapine
Se il degrado è una minaccia generale, ci sono settori che vivono in uno stato di allerta costante. È il caso delle oreficerie e delle attività del commercio al dettaglio, dove la percezione di insicurezza è ai massimi storici.
Elena Pinzetta, vicepresidente di Confcommercio Mantova e presidente di Federpreziosi, evidenzia una realtà quotidiana fatta di tensioni: oltre il 62% delle imprese subisce episodi di taccheggio con frequenza settimanale o addirittura giornaliera. Una pressione psicologica ed economica che ha costretto il 90% degli operatori a blindarsi, investendo massicciamente in sistemi di videosorveglianza e allarmi per proteggere dipendenti e clienti.
“Negli ultimi anni è cresciuta la percezione di insicurezza tra gli operatori commerciali, in particolare nei settori maggiormente esposti ai rischi di rapine e furti come quello orafo – evidenzia Pinzetta –. I furti rappresentano il fenomeno che preoccupa maggiormente gli imprenditori del terziario del Nord Ovest sul piano della sicurezza personale e aziendale, mentre il 62,2% delle imprese del commercio dichiara di subire episodi di taccheggio, spesso con frequenza quotidiana o settimanale. Episodi criminali e tentativi di furto generano forte preoccupazione negli imprenditori e nei collaboratori che ogni giorno lavorano a contatto con il pubblico. Per questo, il 90% delle imprese del Nord Ovest e gran parte di quelle mantovane ha investito negli ultimi anni in videosorveglianza, allarmi e misure di sicurezza”.
La piaga dell’abusivismo
La battaglia per la legalità non si combatte solo in strada contro i furti, ma anche negli uffici contro l’abusivismo professionale. Francesco Davalli, presidente di FIMAA Mantova, punta il dito sulla concorrenza sleale nel settore immobiliare.
Quasi il 68% delle imprese regolari del Nord Ovest si sente danneggiato da operatori improvvisati e privi di abilitazione. Non è solo un danno economico per chi rispetta le regole, ma un rischio enorme per i cittadini che si affidano a soggetti non qualificati, mettendo a repentaglio i propri risparmi in operazioni delicate come l’acquisto di una casa.
“Nel nostro settore operatori privi di requisiti, improvvisazione e attività svolte senza abilitazioni creano danni economici ai professionisti regolari e rischi importanti per i cittadini. Per questo è fondamentale promuovere cultura della legalità e controlli efficaci”, dichiara Francesco Davalli.
Prevenzione
Le conseguenze della chiusura dei negozi sono ormai sotto gli occhi di tutti: degrado urbano (34,9%), calo dell’occupazione e insicurezza crescente. Per Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Mantova, la soluzione non può essere delegata ai singoli.
“Degrado urbano (34,9%), minori opportunità di lavoro (21,7%) e crescita dell’insicurezza (20,8%) sono indicate nel Nord Ovest e anche nella nostra provincia come le principali conseguenze dell’aumento delle chiusure delle attività economiche di quartiere”, commenta Nicola Dal Dosso. “La nostra Associazione è da sempre in prima linea nel promuovere una cultura della legalità fondata sul rispetto delle regole, sulla concorrenza corretta e sulla valorizzazione delle imprese che operano ogni giorno in modo trasparente e responsabile sul territorio. Riteniamo sia fondamentale la massima collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e categorie economiche nell’ottica di favorire strumenti di prevenzione, controllo del territorio e supporto alle imprese”.
La richiesta che arriva dal mondo produttivo è una sola: un patto di ferro tra istituzioni, forze dell’ordine e categorie economiche. Solo attraverso una collaborazione serrata, un controllo capillare del territorio e il sostegno a chi tiene accese le luci delle vetrine, sarà possibile garantire alle comunità mantovane quella qualità della vita che la desertificazione commerciale rischia di cancellare per sempre.