I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova hanno scoperto a San Giacomo delle Segnate un laboratorio tessile irregolare attivo in un immobile inagibile, con lavoratori in nero e condizioni di grave degrado. L’attività è stata sospesa, elevate sanzioni per oltre 30mila euro e il titolare denunciato per presunto sfruttamento del lavoro.
Irregolarità in laboratorio tessile
Un laboratorio tessile attivo all’interno di un’abitazione nel centro di San Giacomo delle Segnate è stato al centro di un’operazione ispettiva condotta lo scorso 3 marzo dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, insieme ai militari della Stazione locale.
L’intervento si inserisce nell’ambito delle attività di controllo sul territorio finalizzate alla tutela dei lavoratori e al contrasto dello sfruttamento, una linea di azione costantemente rafforzata anche in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Lavoratori irregolari e presenza di clandestini
All’interno della struttura, già dichiarata inagibile dall’Ufficio Tecnico comunale, i militari hanno identificato circa una decina di cittadini di nazionalità cinese intenti a svolgere attività lavorativa.
Gli accertamenti hanno evidenziato che circa la metà dei lavoratori era impiegata senza regolare contratto, mentre due risultavano anche irregolari sul territorio nazionale. Per questi ultimi è stato disposto l’accompagnamento presso la Compagnia Carabinieri di Gonzaga per le procedure di foto-segnalamento.
Gravi carenze di sicurezza
L’ispezione ha inoltre permesso di accertare che la società operante nel laboratorio non disponeva della SCIA, necessaria per l’avvio dell’attività produttiva, anche in considerazione dell’ordinanza di inagibilità già in vigore sull’immobile.
Gravi irregolarità sono state riscontrate anche sul fronte della sicurezza sul lavoro: mancavano infatti la documentazione obbligatoria, la formazione dei dipendenti, il piano di emergenza ed evacuazione e persino gli estintori.
Condizioni abitative e igieniche degradanti
Le verifiche estese agli spazi abitativi hanno restituito un quadro di forte degrado. Camere, bagni, cucina e aree comuni risultavano in condizioni igieniche precarie, con presenza diffusa di sporcizia, muffa e pareti deteriorate.
Sono emerse inoltre irregolarità strutturali già note, tra cui l’altezza non conforme di alcune camere, elemento che aveva contribuito alla dichiarazione di inagibilità dell’immobile.
Ambiente di lavoro pericoloso e sfruttamento
Il laboratorio si presentava privo di vie di fuga adeguate e con materiali altamente infiammabili accumulati in prossimità delle postazioni di lavoro, configurando una situazione di elevato rischio per l’incolumità dei presenti.
Dal punto di vista lavorativo, le indagini hanno evidenziato condizioni riconducibili a sfruttamento: i dipendenti lavoravano tutti i giorni per almeno 10 ore quotidiane, con una retribuzione legata esclusivamente alla produzione dei capi, secondo un sistema “a cottimo” non conforme ai contratti collettivi nazionali.
Sospensione dell’attività e denuncia
Alla luce delle numerose violazioni riscontrate, i Carabinieri hanno disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi irregolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro e per l’impiego di manodopera irregolare.
Sono state inoltre elevate sanzioni amministrative e ammende per un importo complessivo superiore ai 30mila euro.
Il titolare del laboratorio, un cittadino cinese di 66 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto “caporalato”.

