Una 20enne di Dosolo è stata denunciata per vilipendio dopo aver pubblicato un post diffamatorio su Facebook contro i Carabinieri. La ragazza aveva agito per “vendicare” l’arresto di un amico, fermato poco prima dai militari con un ingente quantitativo di hashish e denaro contante.
L’arresto dell’amico
A volte basta un post di troppo, scritto sull’onda dell’emotività e di una rabbia mal indirizzata, per trasformare una disavventura altrui in un guaio legale personale. È quanto accaduto a una ragazza di 20 anni residente a Dosolo che, nel tentativo di “difendere” un amico arrestato, è finita lei stessa nel mirino della giustizia.
Tutto ha inizio lo scorso 29 marzo 2026, durante un servizio di controllo del territorio coordinato dalla Prefettura di Mantova. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Viadana hanno intercettato un’auto sospetta. A bordo, un giovane moldavo di 20 anni è stato trovato in possesso di diverse dosi di hashish. La successiva perquisizione nella sua abitazione ha confermato i sospetti dei militari: sono stati rinvenuti complessivamente 264 grammi di stupefacente e 1.740 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Per il giovane è scattato l’arresto in flagranza.
La vendetta digitale
La notizia del fermo non è stata digerita dalla giovane amica del pusher. Invece di riflettere sulla gravità dei reati contestati al compagno, la 20enne ha scelto la via del web per sfogare la propria frustrazione. In un post dettagliato pubblicato su Facebook, la ragazza si è scagliata contro i Carabinieri di Viadana, utilizzando toni diffamatori e offensivi. Nel mirino della giovane sono finiti anche i giornalisti, “colpevoli” di aver fatto il proprio lavoro riportando correttamente la cronaca dei fatti.
L’accusa: Vilipendio alle Forze Armate
Quella che la ragazza considerava probabilmente una “rivincita” morale si è trasformata in un boomerang giuridico. Gli stessi Carabinieri che avevano condotto l’operazione antidroga hanno proceduto a identificarla e a denunciarla all’Autorità Giudiziaria. L’ipotesi d’accusa è pesante: vilipendio delle Forze Armate. Un reato che colpisce chiunque pubblicamente offenda il prestigio o l’onore delle istituzioni militari.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, l’eventuale colpevolezza dovrà essere accertata in sede di processo.