Due pescatori sono stati denunciati a Viadana dopo essere stati sorpresi con 650 chili di pesce pescato illegalmente nel fiume Oglio tramite elettroshock. I Carabinieri hanno sequestrato il veicolo e la strumentazione, contestando ai due uomini i reati di bracconaggio e maltrattamento di animali.
Pesca illegale sul fiume Oglio
Quella che doveva essere una proficua notte di pesca di frodo si è conclusa davanti ai lampeggianti dell’Arma. Non sono state le acque del fiume a tradirli, ma un normale controllo stradale che ha portato alla luce un vero e proprio scempio ambientale ai danni dell’ecosistema del fiume Oglio.
Durante un servizio di pattugliamento notturno nel territorio di Viadana, i Carabinieri hanno intercettato una Peugeot 807 che procedeva lungo le arterie locali. Il controllo, inserito nelle attività di sicurezza disposte dal Prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi, ha preso una piega inaspettata quando i militari hanno deciso di ispezionare il bagagliaio del veicolo.
All’interno della vettura sono stati rinvenuti 650 chilogrammi di pesce, stipati senza alcun rispetto per le norme igienico-sanitarie e, soprattutto, privi di qualsiasi autorizzazione.
La tecnica della “pesca elettrica”
Ciò che ha aggravato la posizione dei due occupanti – un 21enne e un 38enne residenti nel ravennate – è stata la scoperta della strumentazione utilizzata. Nel veicolo è stato infatti trovato uno storditore elettrico, un dispositivo illegale che utilizza scariche ad alta tensione per stordire e portare a galla i pesci.
Questa tecnica, estremamente dannosa, non solo permette catture massive in tempi rapidissimi, ma provoca danni irreversibili alla fauna ittica e all’equilibrio biologico del corso d’acqua.
Denunciati
Oltre al sequestro immediato del veicolo e dell’attrezzatura da pesca, i due uomini sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Le accuse formulate a loro carico sono pesanti: bracconaggio ittico in concorso e crudeltà e lesioni verso gli animali.
Attualmente, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento giuridico, la colpevolezza dei soggetti dovrà essere confermata o smentita in sede processuale, attraverso il confronto tra le parti.
