SALUTE

Cresce la Lung Unit di Mantova: più pazienti e cure integrate contro il tumore al polmone

Diagnosi più rapide, presa in carico multidisciplinare e nuove prospettive con la telemedicina: l’unità dell’Asst Mantova rafforza il modello di assistenza a 360 gradi

Cresce la Lung Unit di Mantova: più pazienti e cure integrate contro il tumore al polmone

La Lung Unit dell’Asst di Mantova potenzia l’approccio multidisciplinare per le patologie oncologiche polmonari, superando i 500 casi annui con diagnosi rapide in una settimana. Tra le novità, spiccano l’uso della telemedicina per i consulti e l’avvio di programmi di screening precoce con TAC a basso dosaggio (foto di copertina: Massimiliano Beccaria e Angelo Carretta).

Cresce la Lung Unit di Mantova

Non è più il singolo medico a curare il paziente, ma un’intera squadra di specialisti che si muove all’unisono. È questo il cambio di paradigma che sta decretando il successo della Lung Unit dell’Asst di Mantova, un modello di eccellenza che mette al centro la persona e non solo la sua malattia. In un ambito complesso come quello dell’oncologia polmonare, la velocità e la precisione sono tutto: qui, il tempo che intercorre tra il sospetto clinico e l’inizio della terapia si accorcia drasticamente grazie a un coordinamento perfetto tra reparti.

Oltre 500 casi seguiti nel 2025

I dati parlano chiaro: il servizio è diventato un punto di riferimento imprescindibile per il territorio. Nel 2025 sono stati 518 i casi seguiti, un balzo in avanti significativo rispetto ai 445 del 2022 (anno preso come base dopo l’emergenza Covid). Questo incremento testimonia non solo l’incidenza delle patologie respiratorie, ma soprattutto la fiducia dei pazienti e dei medici di base in un percorso attivato ufficialmente nel 2024 e capace di coprire ogni fase della malattia.

Una “Task Force” di specialisti

Il punto di forza della Lung Unit è l’interdisciplinarità. Intorno al tavolo si siedono esperti di:

  • Pneumologia e Chirurgia Toracica;
  • Oncologia e Radioterapia;
  • Anatomia Patologica, Medicina Nucleare e Radiologia.

Attraverso riunioni collegiali periodiche, il caso di ogni singolo paziente viene discusso per definire la strategia migliore, che sia chirurgica, farmacologica o radioterapica.

Il Case Manager

Il percorso del paziente inizia spesso con sintomi comuni, come una tosse persistente, o più allarmanti, come tracce di sangue nel catarro. Una volta riscontrata una lesione sospetta tramite radiografia o TAC, entra in gioco il Case Manager. Questa figura chiave organizza in soli sette giorni l’intero pacchetto di esami necessari: dalla PET total body ai test di funzionalità respiratoria, fino alla biopsia.

Un ruolo cruciale è svolto dall’Anatomia Patologica. Grazie alle tecnologie donate dall’Istituto Oncologico Mantovano (Iom), oggi è possibile individuare specifiche mutazioni geniche del tumore, permettendo di prescrivere terapie “bersaglio” estremamente efficaci e personalizzate.

Telemedicina e screening

Il futuro della Lung Unit è già tracciato. Entro il 2026, l’obiettivo è integrare la telemedicina regionale per consulti rapidi tra medici di base e specialisti dell’ospedale. Inoltre, l’Asst Mantova si prepara ad aderire ai programmi regionali di screening con TAC a basso dosaggio, uno strumento fondamentale per intercettare il tumore quando è ancora ai primi stadi e quindi più facilmente curabile.

Oltre la cura: l’attenzione alle fragilità

Il direttore della Chirurgia Toracica Angelo Carretta spiega:

“L’approccio multidisciplinare consente non solo di ridurre i tempi complessivi della diagnosi e del trattamento, ma anche di migliorare i risultati in termini di sopravvivenza, grazie alla possibilità di offrire al paziente le strategie di cura più efficaci ed aggiornate, disponibili al Poma, quali la diagnostica radiologica, anatomo-patologica e pneumologica avanzata, la chirurgia mini-invasiva e i trattamenti oncologici e radioterapici di nuova generazione. Deve essere inoltre tenuto in considerazione che l’obiettivo della Lung Unit è anche quello di definire la strategia di cura ideale in rapporto alle fragilità del paziente, aspetto fondamentale dato l’aumento dell’età media della popolazione e la frequente presenza malattie cardiovascolari e respiratorie associate”.

Come si accede al percorso? Il medico di medicina generale può inviare una mail all’indirizzo lungunit@asst-mantova.it per segnalare un caso sospetto in modo che l’ambulatorio dedicato possa subito attivarsi.

“Un obiettivo chiave del 2026 – precisa Massimiliano Beccaria – è quello di utilizzare la piattaforma regionale della telemedicina per avviare il teleconsulto asincrono con i medici di medica generale, in modo da rendere più fluida ed efficiente la presa in carico del paziente con sospetta neoplasia del polmone”.