ECONOMIA

Mercato immobiliare a Mantova: prezzi in crescita per le abitazioni (+3,5%) e boom del nuovo

Più complessa la situazione di negozi e uffici, tra l'incognita e-commerce e locali sfitti

Mercato immobiliare a Mantova: prezzi in crescita per le abitazioni (+3,5%) e boom del nuovo

Il mercato immobiliare mantovano vede il settore residenziale in crescita e una forte richiesta di case nuove. Al contrario, il comparto commerciale segna il passo: i valori restano stabili, ma le trattative si allungano a causa dell’e-commerce e di una domanda più selettiva.

Mercato immobiliare a Mantova

Il mercato immobiliare di Mantova e provincia chiude l’ultimo anno con un bilancio a due velocità: da una parte un settore residenziale dinamico e dai valori solidi; dall’altra un comparto commerciale che, pur mantenendo i prezzi, deve fare i conti con trattative sempre più lunghe e una domanda estremamente selettiva.

A delineare questo scenario sono i vertici di Fimaa Confcommercio Mantova, con il presidente Francesco Davalli e il vicepresidente Massimo Fostini, che hanno analizzato l’andamento di un mercato che nel 2025 ha visto il capoluogo confermarsi polo attrattivo.

Residenziale: prezzi su e corsa verso il “nuovo”

Il settore delle abitazioni si conferma il vero motore del mercato. Secondo i dati Fimaa, a livello nazionale e provinciale si è registrato un incremento medio dei valori vicino al 6%. Nel Mantovano le compravendite sono state circa 4.000, di cui ben 860 concentrate nel solo capoluogo.

“Il valore medio a Mantova si è attestato a 1.611 euro al metro quadrato, con un rincaro del 3,5% nell’ultimo anno”, spiega il presidente Francesco Davalli.

Tuttavia, emerge una spaccatura netta tra le diverse tipologie di immobili. La preferenza degli acquirenti si sta spostando con decisione verso le nuove costruzioni, mentre l’usato soffre a causa dell’incertezza sui costi di ristrutturazione.

L’identikit della casa ideale

Cosa cercano oggi i mantovani? La domanda si sta polarizzando:

  • Top di gamma: Trilocali moderni, situati in zone servite e dotati di balconi o giardini.
  • Efficienza energetica: La classe dell’immobile è diventata un fattore discriminante per contenere le bollette e garantire l’investimento nel tempo.
  • In calo: Monolocali e grandi metrature datate faticano a trovare acquirenti, risultando le tipologie meno appetibili del momento.

Commercio e uffici

Se il residenziale corre, il comparto commerciale cammina con prudenza. Il vicepresidente Massimo Fostini evidenzia come, nonostante i prezzi restino stabili (circa 1.400 €/mq in provincia e 1.500 €/mq in città), i tempi per chiudere un contratto si siano dilatati.

Il fenomeno dei locali sfitti resta un nervo scoperto per il centro storico e le periferie.

“L’e-commerce sta ridisegnando le mappe degli investimenti”, sottolinea Fostini. La domanda per i negozi è diventata chirurgica: si cerca solo la posizione di pregio o il locale con caratteristiche specifiche, lasciando indietro le strutture meno competitive.

Per quanto riguarda gli spazi direzionali, gli uffici tengono meglio dei negozi, con prezzi che oscillano tra i 1.200 e i 1.500 euro al metro quadrato. Tuttavia, la tendenza è chiara: gli spazi obsoleti o inseriti in contesti residenziali misti perdono appeal, a meno di interventi di riqualificazione profonda. Interessante il dato sullo smart working: l’effetto “fuga dall’ufficio” post-pandemia sembra essersi esaurito, stabilizzando la richiesta di spazi lavorativi fisici.

Infine, il settore produttivo mostra la forbice più ampia: si passa dai 300 euro al mq per i capannoni datati fino ai 1.000 euro per le strutture moderne, a dimostrazione che, anche nell’industria, la modernità è l’unico vero valore aggiunto.