I Carabinieri di Curtatone hanno sequestrato una discarica abusiva di 100 mq allestita nel cortile di un 53enne. L’uomo è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti pericolosi e non, accumulati senza alcuna autorizzazione.
Discarica abusiva nel cortile di casa
Quello che dall’esterno poteva sembrare un normale spazio privato, nascondeva in realtà un vero e proprio deposito incontrollato di materiali potenzialmente nocivi. Durante un servizio di perlustrazione del territorio, i Carabinieri della Stazione di Curtatone hanno scoperto una discarica abusiva allestita nell’area cortiliva di un’abitazione privata, portando al sequestro immediato dell’area e alla denuncia del proprietario.
L’operazione di controllo
L’intervento non è stato casuale, ma si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio del territorio mantovano. L’operazione rientra infatti nei servizi condivisi pianificati durante il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sotto la direzione del Prefetto di Mantova, il dott. Roberto Bolognesi. L’obiettivo di tali pattugliamenti è proprio quello di prevenire fenomeni di degrado e garantire il rispetto delle norme ambientali anche nelle zone residenziali.
Anche rifiuti pericolosi
Una volta entrati nella proprietà per un controllo approfondito, i militari si sono trovati di fronte a uno scenario di forte abbandono. Il proprietario dell’immobile, un 53enne residente nel comune, aveva accumulato nel tempo una mole considerevole di scarti: circa 100 metri quadrati di superficie ricoperti da rifiuti di varia natura, sia pericolosi che non pericolosi.
Il materiale, lasciato alle intemperie senza alcuna protezione o sistema di contenimento, rappresentava un potenziale rischio per l’ambiente circostante a causa dello stato di incuria in cui versava.
Sequestro e denuncia
Per impedire il proseguimento dell’attività illecita e preservare lo stato dei luoghi, l’intera area è stata posta sotto sequestro preventivo. Il 53enne è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria: l’accusa è quella di aver gestito un’attività di raccolta, deposito e smaltimento di rifiuti in totale assenza delle autorizzazioni previste dal Testo Unico Ambientale.
Attualmente, il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dal codice di procedura, l’eventuale responsabilità penale dell’indagato dovrà essere confermata soltanto in sede di processo, attraverso il confronto tra le parti davanti al giudice.